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Botta e risposta tra CasaPound e M5S

Botta e risposta tra CasaPound e M5S

Fiumicino. Irruzione nel X Municipio per manifestare contro lo sfratto di una famiglia di italiani. Marsella: "L’occupazione è stata una protesta pacifica"

OSTIA – «Quella che il M5S ha definito violenta irruzione dove sarebbe rimasto contuso il loro capogruppo è stata in realtà una protesta assolutamente pacifica dimostrata dal video che abbiamo reso pubblico». Lo afferma Luca Marsella, il consigliere di CasaPound di Ostia sospeso per due sedute dopo l’occupazione dell’ufficio di presidenza di seguito allo sfratto di una donna italiana con figlio disabile. (agg. 08/09 ore 9.06) segue

LA REPLICA. «Dopo lo sfratto ad una ragazza italiana a cui è stato strappato dalle braccia un bambino disabile, abbiamo deciso di occupare simbolicamente l’ufficio di presidenza del municipio per trovare una soluzione. 
Tralasciando che gli unici di CasaPound eravamo io, consigliere eletto, ed un altro ragazzo e gli altri erano parenti o amici della donna sfrattata, nemmeno 10 persone in tutto, è assolutamente da escludere che qualcuno possa essersi fatto male. La conversazione tra me ed il capogruppo del M5S all’interno dell’ufficio della presidenza è tra l’altro assolutamente civile. Le immagini parlano chiaro, i grillini – conclude Marsella – se ne inventino un’altra». (Agg. 08/09 ore 9.30)

LA VICENDA. La vicenda dello sfratto risale al 6 settembre, quando i volontari di CasaPound con il consigliere Luca Marsella hanno occupato l’ufficio della presidenza del X municipio con i residenti delle palazzine popolari di via Baffigo a seguito di uno sgombero definito dagli stessi esponenti di CasaPound ingiusto. «È incommentabile – aveva dichiarato Marsella – la prepotenza con cui l’amministrazione è intervenuta questa mattina per sgomberare un appartamento in cui vivono una ragazza con i suoi due figli piccoli di cui uno disabile». 
«Non possiamo accettare – aveva continuato il Consigliere – che la forza venga utilizzata solamente per sfrattare italiani in emergenza abitativa, senza proporre soluzioni alternative umane. Abbiamo ottenuto la votazione di un documento in aula per chiedere una sospensiva». 
Dopo l’occupazione, Marsella è stato sospeso: «Dopo lo sfratto ho occupato l’ufficio di presidenza del Municipio con la donna e la madre, ottenendo almeno una lettera del direttore a tutela della famiglia – ha proseguito Marsella -.  La casa andrà ad una famiglia straniera mentre in Aula è si è deciso di sospendermi dal consiglio per due sedute». «Purtroppo mi rendo sempre più conto – ha concluso Marsella – di quanto la politica sia distante dalla realtà: io continuerò a difendere gli italiani, mi possono anche espellere a vita».(agg. 08/09 ore 10)

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