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Gestione delle Terme: per il Pd è tutto da rifare

Gestione delle Terme: per il Pd è tutto da rifare

Il gruppo consigliare ha presentato una nuova interrogazione alla luce delle recenti criticità messe in evidenza dalla Città Metropolitana che non hanno permesso la pubblicazione della procedura di evidenza pubblica. "Il Consiglio comunale è stato esautorato"

CIVITAVECCHIA – Il gruppo consigliare del Pd torna ad accendere i riflettori sulla vicenda relativa alla convenzione siglata dal Comune e dalla Soprintendenza per la gestione del complesso monumentale delle Terme Taurine. E lo fa alla luce della nota del 31 luglio scorso inviata al Pincio dalla Stazione Unica Appaltante della Città Metropolitana di Roma Capitale con la quale viene sottolineata l’impossibilità di procedere alla pubblicazione di una procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento della concessione del sito archeologico. E questo perché la documentazione fornita dagli uffici comunali sarebbe stata incompleta. I servizi oggetto della concessione – si legge nella nota – non sono stati supportati da una descrizione chiara ed univoca di tutti gli elementi costitutuivi, non si evince la descrizione puntuale dei luoghi, non è stata chiarita la natura del bene indicato sul foglio e particella, non è stata garantita la piena disponibilità del fabbricato con la Soprintendenza che dichiara come tutti gli immobili del complesso siano sottoposti a vincolo. Mancano poi i ricavi presunti del concessionario e del valore certo della concessione, una puntuale analisi tecnica condotta dal Comune in base ai parametri economici ben definiti  e ragionati per determinare la durata del contratto di concessione ed infine il progetto definitivo ed un piano economico finanziario che possa permettere al concorrente di elaborare proprie valutazioni sugli eventuali rischi operativi connessi all’attività da svolgere.   

“Risulta evidente – spiegano Piendibene, Stella, Di Gennaro e Mecozzi – l’incapacità dell’amministrazione a porre in essere quanto di competenza per l’attivazione di apposita procedura di evidenza pubblica, con l’amministrazione che non ha approvato il regolamento per la gestione delle Terme per evitare di sottoporre l’atto al Consiglio Comunale”. Infatti, come sottolineato dagli stessi consiglieri, il Consiglio sarebbe stato esautorato “dall’approvazione di una scelta politica impotante consistente nella modalità di concessione di un servizio pubblico”. Il riferimento è alla delibera di Giunta relativa alla sottoscrizione della convenzione, “viziata da incompetenza della Giunta – hanno aggiunto – perché si tratta di affidamento di servizi mediante convenzione e perché prevede spese che impegnano i bilanci per gli esercizi successivi e quindi materia esclusiva e riservata alle attribuzioni dei Consigli comunali”.

Attraverso l’interrogazione il Pd chiede quindi per quale motivo il regolamento non sia stato portato all’approvazione del Consiglio, perché non è stato redatto il progetto definitivo ed il piano economico finanziario per la gestione in concessione delle Terme prima di trasmettere i documenti al Sua, “e se infine alla luce delle evidenti carenze progettuali sottolineate dall Città Metropolitana – hanno concluso – il Sindaco e la Giunta non ritengano di dover sottoporre all’approvazione del Consiglio il regolamento e conseguentemente l’intera convenzione al fine di evitare le gravi conseguenze che possano derivare all’ente dagli immancabili ricorsi sulla base delle palesi irregolarità evidenziate”.  

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