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Incendio: le tracce portano al settore ortofrutticolo

Incendio: le tracce portano al settore ortofrutticolo

Massimo riserbo sull’inchiesta da parte dei Carabinieri. A quanto pare la chiesa ortodossa sarebbe stata coinvolta solo per depistare eventuali indagini

CIVITAVECCHIA – Proseguono le indagini dei Carabinieri per fare luce sull’incendio che si è sviluppato nella tarda serata di mercoledì alla chiesa ortodossa di Aurelia.

I militari dell’Arma mantengono il massimo riserbo sul lavoro investigativo avviato già nelle prime successive all’episodio e nulla trapela dalla caserma di via Antonio da Sangallo.

Una cosa tuttavia apparirebbe certa: la chiesa ortodossa potrebbe non avere nulla a che fare con le intenzioni di chi ha volutamente appiccato il fuoco in quell’area. Il piromane (o i piromani) potrebbe averla coinvolta semplicemente per depistare, per spostare magari l’attenzione dal vero obiettivo, in maniera da fare arrivare il messaggio intimidatorio solo al destinatario o ai destinatari. Qualcosa però non quadra. Chi poteva sapere della presenza a quell’ora di gente all’interno degli alloggi della chiesa, se non qualcuno informato dettagliatamente sulle abitudini dei fruitori delle strutture presenti in quella vasta area di parcheggio? Sicuramente gente che frequenta quei luoghi e che dopo aver appiccato il fuoco, ha lanciato un sasso   alla finestra degli alloggi occupati, come a voler dare l’allarme e salvare gli inquilini.

Ma allora qual è l’obiettivo del piromane? Rimane in piedi la pista dell’ortofrutta, dal momento che il piazzale ospita anche i magazzini per lo stoccaggio di ortaggi. Tra l’altro il rogo è partito proprio da un cumulo di immondizia abbandonata all’ingresso del capannone dell’ortofrutta. Impossibile a questo punto escludere la pista che porta in quella direzione. Saranno gli investigatori a fare luce sull’eventuale presenza di giri strani connessi a un’attività che, almeno di facciata, non presenta sbavature.

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