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Sette vite salvate in poco più di due mesi

Sette vite salvate in poco più di due mesi

Il nuovo primario del reparto di Ostetricia - Ginecologia del San Paolo Alessandro Lena ha preso servizio a luglio e ha già le idee chiare: "C’è la necessità di dare alla popolazione un ospedale funzionante e che ispiri fiducia"

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Sono 7 le vite salvate in poco più di due mesi. È questo il primo positivo bilancio dall’insediamento del nuovo primario del reparto di Ostetricia – Ginecologia Alessandro Lena. Dinamico e motivato ha deciso di fare di Civitavecchia e dell’ospedale San Paolo la sua mission e la sua casa, dopo tre anni nella Gran Bretagna in ospedali come il Princess Ann con 6800 parti l’anno. «C’è la necessità di dare alla popolazione – ha spiegato Lena – un ospedale funzionante e che ispiri fiducia e questo per la sua posizione geografica perché alcune patologie di ostetricia e ginecologia non hanno la possibilità di essere trattate lontano perché sono delle vere emergenze. La geografia regionale ci impone di potenziare Civitavecchia, pur conoscendo l’importanza e la validità degli indicatori che garantiscono vita ad un ospedale. Ad esempio – ha raccontato il primario – durante questo piccolo periodo abbiamo intercettato tre gestanti con un distacco della placenta: tale patologia è ritenuta gravissima in ostetricia per la possibilità di perdere anche fino ad un litro di sangue al minuto. Siamo felici che le signore, e i loro bambini, che si sono rivolte a noi stiano tutte bene. La tempestività e l’intelligenza di recarsi nel posto qualificato più vicino ha salvato loro e i loro neonati e reso la nostra vita e professione degna di essere vissuta». In questi mesi Lena è stato molto attivo, per quanto riguarda la chirurgia mininvasiva  «ci sono stati due casi eclatanti di due gravidanze extrauterine che sono tornate sulle loro navi da crociera dopo aver avuto un’emorragia interna di 2 litri di sangue».

Per svolgere al meglio il suo lavoro Lena ha deciso di trasferirsi a Civitavecchia «perché credo – ha continuato – che non si possa correre in autostrada per salvare una vita, servono tempi di risposta immediati». Dopo anni di piano di rientro finalmente investimenti su personale e lavori che consentono di migliorare il servizio offerto. «Un ringraziamento alla direzione aziendale (sanitaria e amministrativa) è dovuto – ha sottolineato Lena –   per l’impegno quotidiano e l’ascolto sulle problematiche mediche e amministrative». Ma Lena guarda al futuro e pensa ad un rilancio del reparto. «Si tratta di un processo a lenta induzione, soprattutto per quanto riguarda le nascite e finché non c’è la fiducia è difficile. I significativi investimenti fatti in pochissimo tempo hanno permesso già un’evoluzione della branca ginecologica – chirurgica impensabile fino a giugno. Ad esempio – ha detto il primario – tutti gli interventi ginecologici ora vengono eseguiti tramite chirurgia mininvasiva (laparoscopia) inclusa l’asportazione dell’utero e tutte le procedure eseguibili con tale metodica. Sono cambiamenti quasi epocali per Civitavecchia – ha proseguito Lena – anche se personalmente (e da letteratura mondiale) è considerato il gold standard. Con l’arrivo di materiali nuovissimi questa tecnica diventerà ancora più efficace con il vantaggio di una degenza minima per il paziente». Salvare vite «questo facciamo, ci piace farlo – ha concluso Lena – e vorremmo farlo sempre meglio. Serve l’aiuto della popolazione e la massima comunicazione. Per questo vivo dove lavoro, per quello che è l’impegno preso in questo momento questa è la mia comunità e la mia città».

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