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Romeno a scuola, scontro tra Agresti e la Meloni

Romeno a scuola, scontro tra Agresti e la Meloni

Il caso del corso obbligatorio della lingua romena finisce su Canale 5. Duro attacco dell'esponente di FdI: «Ci sono altre lingue più importanti»

LADISPOLI – Continua a far discutere il corso obbligatorio di romeno nella scuola Corrado Melone di Ladispoli. Polemiche rinnovate ieri (il caos sui social era esploso anche alla vigilia del primo suono della campanella) quando in onda su Mattina Cinque, sulle reti Mediaset, è andato in onda il servizio sull’istituto comprensivo e sul corso della discordia, con tanto di intervista al dirigente scolastico Riccardo Agresti. (agg. 21/09 ore 9.01) segue

LA REAZIONE DELLA LEADER DI FRATELLI D’ITALIA. Le parole del preside, che semplicemente ha preso la stessa posizione di sempre, e cioè rendendosi favorevole al corso di origini e cultura romena in forma obbligatoria alla materna e alla elementare, ha scatenato però la reazione della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “In Italia praticamente nessuno parla bene l’inglese e bisognerebbe concentrarsi su lingue che ad oggi portano più sbocchi. È inimmaginabile che siano gli autoctoni a dover imparare la lingua degli stranieri e non il contrario”. Durante il servizio molte famiglie si sono espresse. Chi ha criticato nuovamente il corso fuori dal cancello della scuola di piazza Falcone, chi invece lo ha apprezzato. A Ladispoli la comunità romena è numerosa e radicata ormai da molti anni in città. (agg. 21/09 ore 9.30)

IL RICONOSCIMENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ROMENA. Di certo la questione è ancora aperta e non sembra cali l’interesse verso le attività della Corrado Melone, anzi. “Se fosse per me inserirei anche il polacco, il bulgaro e altre lingue, ma ricordo che il corso di romeno è finanziato dal governo Romeno e quindi è a zero spese per la nostra scuola”, rilancia Agresti.

Di recente il preside è stato ricevuto anche dal presidente della Repubblica Iohannis proprio a Bucarest. Un prestigioso riconoscimento. “L’integrazione culturale è alla base di questa scuola. I bambini sono tutti uguali, che siano italiani, cinesi o arabi”, conclude il dirigente della Corrado Melone. (agg. 21/09 ore 10)

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