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Scarico del carbone: l'Adsp si appella al Tar

Scarico del carbone: l'Adsp si appella al Tar

Molo Vespucci si costituisce in giudizio nel ricorso presentato al Tar del Lazio da parte di Minosse contro il bando Enel. La "pace" accordata in Regione scade il 30 settembre 

CIVITAVECCHIA – Dopo l’appello presentato contro la sentenza del Tar del Lazio che imponeva il pagamento al Comune dei primi due milioni di euro relativi all’accordo sottoscritto nel 2015, l’Autorità di Sistema Portuale è intervenuta anche nel procedimento riguardante la gara Enel sullo scarico del carbone. Molo Vespucci, infatti, con il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato si è costituita in giudizio nel ricorso presentato al Tar del Lazio da parte di Minosse, la società costituita ad hoc e che per dieci anni – per affidamento diretto – ha scaricato il carbone al molo di Torre Nord. L’Adsp, contro interessata come ente vigilante sulle operazioni portuali, con questa entrata nel procedimento di fatto si pone al fianco di Enel, contro la stessa Minosse. La pace accordata in Regione Lazio tra le parti – con i portuali che hanno sospeso ogni azione di lotta promessa ed Enel che si è impegnata a sospendere i termini per la  presentazione delle offerte di gara – scade il 30 settembre prossimo. Queste settimane, quindi, saranno cruciali per capire che strada sarà intrapresa in questo senso per cercare di risolvere questa delicata vertenza che potrebbe avere importanti ripercussioni nello scalo, sotto ogni punto di vista.

Così come delicata è la questione relativa alla movimentazione dei container. Dopo la riunione fiume di mercoledì scorso in Autorità Portuale, non sembra che la strada verso l’accordo sia vicina. A quanto pare, infatti, la proposta avanzata da Molo Vespucci non sarebbe praticabile secondo i legali di Cfft, la società che si occupa del traffico agroalimentare: sembra infatti che l’Adsp abbia proposto di estendere la concessione del terminal container alla banchina 24, quella appunto dove sorge il terminal Cfft, per consentire a Rtc di eseguire le operazioni di scarico anche dei container agroalimentari, con l’accordo della società italo-belga che però non sembra al momento condividere questa ipotesi.

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