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Rifiuti elettronici, decalogo per il riciclo

Rifiuti elettronici, decalogo per il riciclo

La corretta gestione dei Raee di casa

Lampade a Led, tubi al neon, piccoli e grandi elettrodomestici, adattatori e cavi, sorgenti luminose a risparmio energetico e apparecchi di illuminazione. Sono oggetti presenti in tutte le case che, una volta esauriti o non più funzionanti, diventano Raee, ovvero Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, e devono essere raccolti e smaltiti secondo regole ben precise. A questi si aggiungono alcuni nuovi prodotti, come multiprese, hoverboard, bici elettriche e chiavette Usb che dal 15 agosto di quest’anno sono soggetti a riciclo a seguito dell’introduzione dell’Open Scope, il cosiddetto campo aperto di applicazione. Ecco alcuni consigli del Consorzio Ecolamp su come riciclare i Raee che troviamo nelle nostre abitazioni.
1) Che cosa sono i Raee? La sigla Raee significa Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: si tratta di quei prodotti che per funzionare devono essere alimentati dalla corrente elettrica o da campi elettromagnetici e che, ad un certo punto, decidiamo di buttare. Su questi prodotti, inoltre, è presente il simbolo del bidone barrato che indica che possono essere riciclati e quindi inseriti nella raccolta differenziata.
2) I Raee sono tutti uguali? In base alle loro caratteristiche, i Raee si dividono in diverse categorie a cui corrispondono, nei centri di raccolta, contenitori specifici. 
3) Quali sono i principali Raee che troviamo a casa? Per la maggior parte sono oggetti di uso quotidiano, come lampadine, radio, monitor, telefonini, console di gioco, phon, spazzolini elettrici, frullatori, frigoriferi, condizionatori, ciabatte multiple, bici elettriche e chiavette Usb. E più in generale tutti quegli apparecchi che per funzionare dipendono da corrente elettrica o batterie.
4) Nessuno escluso? In realtà ci sono alcune esclusioni ma, a parte le lampadine a incandescenza, nulla di rilevante per la raccolta differenziata all’interno delle nostre case. 
5) Che cosa dobbiamo fare quando decidiamo di buttare i Raee? Prima di tutto, dobbiamo tenerli da parte e non confonderli con gli altri rifiuti domestici. Una volta raccolti, possiamo portarli nelle isole ecologiche comunali, dove si trovano speciali contenitori che permettono di avviare i rifiuti a corretto riciclo.
I Raee possono essere anche consegnati in tutti i negozi che vendono articoli elettrici ed elettronici, quindi non solo i punti vendita specializzati ma anche, ad esempio, i supermercati, con due modalità: acquistando un nuovo prodotto equivalente per ogni rifiuto consegnato (1contro1), oppure portando il rifiuto nei grandi punti vendita della distribuzione senza alcun obbligo di acquisto (1contro0). Questa seconda modalità vale, però, solo per i Raee di lunghezza inferiore ai 25 cm, come ad esempio lampadine, rasoi elettrici e telefonini.
6) E che cosa non bisogna fare? Non dobbiamo gettare i rifiuti elettrici ed elettronici nel sacco dei rifiuti indifferenziati, né mescolarli con altri rifiuti, come la plastica o il vetro, o dimenticarli in cantina. È molto importante, poi, portarli nei centri di raccolta.
7) Che cosa succede dopo aver smaltito correttamente i Raee? I consorzi come Ecolamp si occupano di gestire il trasporto dei Raee con appositi mezzi dai centri di raccolta agli impianti di trattamento. Qui, speciali macchinari permettono di ricavare e separare i diversi materiali di cui questi rifiuti sono composti, trasformandoli in risorse.
8) Quali sono i vantaggi di un corretto smaltimento? I rifiuti possono trasformarsi in importanti risorse e smaltirli correttamente aiuta a preservare l’ambiente. 
9) Da quando esiste la raccolta differenziata dei Raee? La raccolta differenziata e il riciclo dei Raee sono stati introdotti dall’Unione Europea all’inizio del 2003, mentre in Italia il sistema di riciclo dei Raee è stato introdotto con un provvedimento del 2005 e ha cominciato ad essere operativo nel 2008.
10) Come sta andando in Italia la raccolta dei Raee? E’ in continua crescita, anche se esistono ancora grandi differenze tra le diverse Regioni italiane. Nel 2017 sono stati raccolti in totale 296mila tonnellate di Raee, che equivalgono a circa 5 kg per abitante.

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