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«Nessun litigio a casa Ciontoli»

«Nessun litigio a casa Ciontoli»

CASO VANNINI. I legali della difesa replicano alle parole di mamma Marina. Gli avvocati Miroli e Messina: «Marco aveva deciso di dormire a casa della fidanzata». Sulla perdita del litro e mezzo di sangue: «E' avvenuta all'interno del corpo e non certamente all'esterno»

LADISPOLI – «Quella sera non solo non vi è stato alcun litigio a casa Ciontoli, ma è stato confermato quanto emerso sin dalle prime indagini e cioè che Marco aveva deciso di dormire a casa della fidanzata, comunicando la propria decisione ai genitori in almeno due telefonate, l’ultima delle quali fatta pochi minuti prima del tragico evento». A ribadirlo sono i legali della famiglia Ciontoli, Andrea Miroli e Pietro Messina dopo le frasi pronunciate da Marina, la mamma di Marco, a Domenica In e pubblicate nella giornata di lunedì sul quotidiano La Provincia. (agg. 25/09 ore 15.49) segue

LA REPLICA ALLE AFFERMAZIONI DI MARINA. «Pur essendo chiaro che tale affermazione («Sono convinta che quella sera in quella casa c’è stata una discussione …») sia un mero intimo convincimento della mamma di Marco e che, quindi – spiegano i due legali – come tale deve essere considerato, occorre tuttavia ribadire con forza che esso non corrisponde in alcun modo alla verità quale è, senza dubbio alcuno, emersa nel corso del dibattimento». «A riprova di questo – sottolineano gli avvocati Messina e Miroli – semmai ce ne fosse bisogno, è il caso di rammentare che anche i vicini di casa Ciontoli, i quali sono stati anch’essi esaminati nel giudizio, hanno confermato tale circostanza». E a dar maggior forza a quanto sostenuto, per i due legali c’è anche il fatto che «la Procura della Repubblica sin dall’inizio non abbia mai messo in discussione la paternità colposa dello sparo». (agg. 25/09 ore 16.30)

LA PERDITA DI SANGUE. Riflettori puntati anche su un’altra frase pronunciata da Marina, quella cioè relativa alla perdita di sangue da parte del ragazzo: «Marco ha perso un litro e mezzo o quasi di sangue in quella casa …. Quella casa è stata trovata completamente pulita e il sangue presente si limitava a quella macchiolina». I legali della famiglia Ciontoli tornano a ribadire come sia un «dato pacifico, perché acquisito all’esito delle consulenze tecniche del Pm e della difesa, prima, e della perizia disposta dalla Corte d’Assise, poi, che il sangue fuoriuscito dalla ferita al braccio di Marco sia stato veramente esiguo, al punto che nessuno si poteva accorgere della gravitò delle lesioni – come acclarato, peraltro – proseguono i legali – dagli eminenti professori nominati dai giudici e come non avrebbe certamente potuto essere laddove quanto affermato dalla signora Vannini fosse veritiero». Situazione che ha trovato «una spiegazione dal punto di vista scientifico dalla immediata chiusura della ferita subito dopo l’ingresso della pallottola nel braccio di Marco; poi nell’attraversare il torace la stessa ha provocato la grave emorragia interna, che ne ha causato la morte». La perdita di sangue, dunque, a cui si riferisce la mamma di Marco, secondo gli avvocati «forse sul punto palesemente mal consigliata», «è avvenuta all’interno del corpo del figlio e non certamente all’esterno. Ciò spiega con tutta evidenza perché in casa Ciontoli, come ribadito dalla mamma di Marco, non sono state rinvenute altre tracce di sangue oltre quello repertato, il solo, per le ragioni scientifiche sopra rappresentate, a essere realmente fuoriuscito dal corpo di Marco». (agg. 25/09 ore 17)

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