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Tarquinia, Mencarini conferma le dimissioni

Tarquinia, Mencarini conferma le dimissioni

L'ormai ex primo cittadino: «È arrivato il momento di scegliere un nuovo sindaco». «Motivazioni ulteriori rispetto a quelle meramente politiche mi inducono a non ritornare sui miei passi proprio per garantire il bene massimo a Tarquinia che è ciò che più mi sta, ci sta a cuore''

TARQUINIA – Tutto confermato.  Si chiude ufficialmente l’amministrazione del sindaco Pietro Mencarini. Ora la città attende l’ufficializzazione del nome del commissario che dovrà traghettare Tarquinia fino a nuove elezioni previste per maggio 2019. 
L’ormai ex primo cittadino di Tarquinia oggi, ultimo giorno utile, ha infatti deciso di non ritirare le proprie dimissioni presentate lo scorso 3 settembre e motivate il giorno successivo con ‘’ragioni politiche’’. 
La lettera è stata protocollata nel pomeriggio. Nella missiva Mencarini afferma che – pur essendo rimasto colpito dalla fiducia rinnovatagli e dall’apertura dei gruppi politici che lo hanno sostenuto, anche alla soluzione dell’azzeramento della giunta -, non può più tornare sui suoi passi per «motivazioni ulteriori rispetto a quelle meramente politiche».
«Carissime concittadine e carissimi concittadini – si legge nella lettera – da quando ho presentato le dimissioni dalla carica di Sindaco ho ricevuto  innumerevoli e sinceri attestati di stima e di fiducia da parte vostra che  ne sono rimasto così  piacevolmente colpito da capire che il lavoro svolto sinora è  stato apprezzato dalla cittadinanza».

«Anche gli incoraggiamenti provenienti dalla Autorità e dalle  Istituzioni civili e religiose – aggiunge Mencarini – testimoniano un alto gradimento per l’attività finora svolta dall’amministrazione che guido. Eppure ho sempre ritenuto  così necessaria la massima condivisione delle scelte politiche che ho criticato qualsiasi voce dissonante ancorché espressa nell’ambito di una democratica dialettica che pure caratterizza il lavoro di ogni amministrazione».
«A fronte di questa mia posizione critica – spiega pertanto Mencarini – che mi ha indotto ad assumere la decisione culminata con le note dimissioni dello scorso 3 settembre, per dare una sferzata alla mia compagine di governo, ho ricevuto anche dalle parti politiche che mi sostengono vere e proprie certificazioni di fiducia: sia da parte dei consiglieri che hanno rinnovato quel patto di governo che ci aveva condotto alla vittoria nell’ultima campagna elettorale sia da parte degli assessori tutti che mi hanno, non solo a parole, rinnovato la fiducia al punto da offrire, con un documento condiviso da tutte le forze politiche di maggioranza, le dimissioni di tutti gli assessori della giunta in cambio della continuità politico amministrativa nel supremo interesse di Tarquinia e dei suoi cittadini. Ritengo questi atti di così elevato valore morale per il disinteresse che esprimono nei confronti di qualsiasi forma di attaccamento al potere da dover essere condiviso con la cittadinanza tutta. Io ne sono stato profondamente colpito». 
«Tuttavia – aggiunge Pietro Mencarini – per me è oggi difficile rivalutare la decisione presa lo scorso 3 settembre. Motivazioni ulteriori rispetto a quelle meramente politiche mi inducono a non ritornare sui miei passi proprio per garantire il bene massimo a Tarquinia che è ciò che più mi sta, ci sta a cuore».
Quindi la conclusione: «E’ arrivato il momento di lasciare che i Tarquiniesi scelgano un nuovo Sindaco. Io non posso che ringraziare tutta la mia compagine amministrativa e tutti i consiglieri per il lavoro svolto a servizio della Città.  Rinnovo i miei ringraziamenti ai rappresentanti delle Autorità civili e religiose per il fattivo sostegno che mi hanno sempre offerto, al personale tutto del Comune per l’impegno che quotidianamente profonde nel lavoro».

Si apre ora, a distanza di quindici mesi da quel 25 giugno che ha visto Mencarini trionfare sull’avversario Gianni Moscherini, una nuova fase politica con gli schieramenti di nuovo al lavoro per restituire una guida forte alla città. 
Dopo l’esperienza dell’Università Agraria, con il presidente dimissionario in quota Pd, Alberto Blasi, che spalancò le porte al commissario  Mario Venanzi, poi venuto meno con l’elezione dell’attuale presidente Sergio Borzacchi, tocca ora al centrodestra far registrare un analogo epilogo, segno evidente, al di là di specifiche situazioni contingenti, di una politica cittadina che certamente è chiamata, tutta, a ritrovare una dialettica costruttiva e inclusiva oltre che una prioritaria condivisione di idee e progetti  per lo sviluppo della città.

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