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Vertice a Molo Vespucci sul futuro della Pas

Vertice a Molo Vespucci sul futuro della Pas

La società che si occupa di sicurezza nello scalo non naviga in buone acque: diverse le criticità. Adsp e sindacati corrono ai ripari per evitare che la situazione eploda 

CIVITAVECCHIA – Giornate di riunioni ed incontri per i vertici di Molo Vespucci. Ieri pomeriggio, infatti, il presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo e la segretaria Roberta Macii hanno affrontato la delicata questione legata al futuro della Pas (Port Authority Security) insieme ai rappresentanti sindacali. Le dimissioni, dopo neanche tre mesi dalla nomina, del presidente Andrea Rigoni hanno di fatto accelerato un processo che vede le parti correre ai ripari per evitare il peggio. Ed il peggio, in questo caso, è la messa in liquidazione della società. Non lo vuole Molo Vespucci né tantomeno i sindacati, preoccupati per le sorti degli addetti alla sicurezza portuale. E così, nel corso del vertice di ieri pomeriggio, è stato deciso di seguire la strada di un possibile risanamento della società. Risanamento possibile attraverso soprattutto un taglio di quelli che sono i costi che, in questi anni, hanno fatto lievitare le spese e che oggi, a maggior ragione, non sono più sostenibili. Una verifica, quindi, sulle risorse, sui costi del personale operativo e soprattutto della parte amministrativa, sulle consulenze e sui servizi, specie quelli affidati a terzi: da qui occorre partire per capire come intervenire per evitare che la situazione possa esplodere e per dare sicurezza e certezza alle ottanta famiglie interessate, alle guardie particolari giurate che, nonostante le difficoltà, continuano a svolgere il proprio lavoro per garantire al meglio la sicurezza all’interno dello scalo.

“Occorre procedere ad una razionalizzazione dei costi – ha spiegato il segretario dell’Ugl Fabiana Attig – che sia oculato e scientifico. Ma bisogna partire, soprattutto, dalla necessità di fare della Pas l’unico punto di riferimento per la sicurezza portuale, l’unico soggetto del settore: non è più possibile avere, all’interno dello scalo, più istituti di vigilanza con la stessa finalità ma che operano con criteri diversi”. Nessun affidamento a terzi, quindi, con la possibilità invece di assorbire quei lavoratori chiamati nei picchi di traffico, andando quindi a colmare le eventuali carenze di organico della Pas stessa e rispondendo alle esigenze occupazionali del territorio. E la prospettiva di tutelare l’occupazione e dare una svolta alla vicenda sembra essere condivisa da tutti, sindacati, vertici aziendali e Authority, con le parti che si sono date appuntamento a breve per valutare, nel concreto, la strada da percorrere.       

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