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Tavolo sul carbone: fumata bianca in Regione

Tavolo sul carbone: fumata bianca in Regione

Dopo ore di trattativa le parti hanno raggiunto un accordo per la salvaguardia dell'occupazione. Ci sono ancora dei nodi da sciogliere e lunedì si terrà un vertice a Molo Vespucci per formalizzare l'intesa. Ma Minosse non è convinta: il presidente Gino Capponi invoca l'intervento urgente del Ministero 

CIVITAVECCHIA – Alla fine ha prevalso il buonsenso. Dopo ore di trattativa, infatti, il tavolo in Regione sullo scarico del carbone si è chiuso con un esito positivo. Una fumata bianca che difficilmente si pensava si potesse raggiungere dopo la conclusione tra le polemiche della riunione di giovedì sera. (SEGUE)

LA RIUNIONE – Nel tardo pomeriggio di ieri le parti sono tornate a riunirsi alla Pisana, alla presenza degli assessori Claudio Di Berardino e Mauro Alessandri. La discussione, che inizialmente non sembrava virare verso lidi positivi, alla fine ha portato ad un accordo di massima che dovrà però essere formalizzato lunedì pomeriggio, nel corso di un vertice convocato a Molo Vespucci. In quell’occasione le parti dovranno mettere nero su bianco quanto deciso ieri al tavolo interassessorile. 

“È stata trovata una convergenza – hanno spiegato i rappresentanti della Filt Cgil Angelo Manicone e Alessandro Borgioni – su punti importanti, ossia la tutela dell’occupazione”. E questo si traduce in ulteriori garanzie sia i lavoratori della società Minosse, che da anni svolgono i l servizio di scarico del carbone per affidamento diretto, sia quelli della Compagnia Portuale. Il bando quindi andrà avanti, ma con un’attenzione in più su questi aspetti, fornendo garanzie a chi in questi anni ha operato proprio nei servizi connessi alla discarica del carbone.  “Dopo la riunione di giovedì sera, conclusa con un muro contro muro – hanno aggiunto dalla Filt Cgil – tutti ieri sono convenuti sull’opportunità di modificare alcune posizioni per tutelare il lavoro. Ringraziamo quanti hanno partecipato al tavolo, in particolare il Sindaco, gli assessori regionali ed i vertici dell’Adsp”.  (Agg. 29/09 ore 08.47)

I COMMENTI –  “Esprimo soddisfazione per l’intesa che si è registrata sul bando di gara dell’Enel per i servizi legati allo scarico del carbone a Torre Valdaliga Nord – ha sottolineato il consigliere regionale del Pd Marietta Tidei – le rigidità e le chiusure iniziali hanno lasciato giustamente il posto a un lavoro condiviso e responsabile, che mi auguro possa ora sfociare in soluzioni altrettanto responsabili sulla tutela dell’occupazione. La nostra è una città che negli ultimi anni ha perso tanti posti di lavoro. È necessario che tutti facciano la propria parte per evitare che se ne perdano altri. L’intesa di ieri apre la strada a una soluzione di tutela in questo senso. Voglio infine esprimere grande apprezzamento per il lavoro di mediazione portato avanti dagli Assessori Alessandri e Di Bernardino ma anche per l’impegno profuso dall’Amministrazione Comunale e dall’Autorità portuale. C’è stato un  lavoro importante che ha portato le parti a dialogare tra di loro e a individuare una soluzione nell’interesse del territorio”. “Le parti grazie alla mediazione del Comune e della Regione Lazio – ha commentato il sindaco Antonio Cozzolino – oltre alla seria volontà di risolvere una situazione che rischiava di diventare preoccupante, sono riuscite a raggiungere un punto d’incontro che ha soddisfatto entrambe. Come amministrazione comunale abbiamo perseguito l’intento di salvaguardare i livelli occupazionali della città e la continuità lavorativa degli operatori interessati, facendo la nostra parte fino in fondo con l’impegno che ha sempre contraddistinto la nostra azione e che speriamo porti sempre risultati positivi per il tessuto economico e sociale di Civitavecchia. Restano da sciogliere alcuni nodi sull’interpretazione della legge Porti che Enel e AdSP si sono impegnati a dirimere eventualmente con la collaborazione del ministero competente. Ringrazio gli assessori Alessandri e Di Berardino per il lavoro di squadra che ha portato ai risultati ottenuti”. (Agg. 29/09 ore 12.26)

MINOSSE – Ma l’accordo raggiunto nel corso della riunione di ieri sera non è condiviso dalla diretta interessata, la società Minosse, con il presidente Gino Capponi che chiede al Governo di intervenire con urgenza “affiché venga messa la parola fine a questo scempio. Quanto accaduto conferma che siamo di fronte ad una situazione di una gravità inaudita, che pagheranno innanzitutto i lavoratori. Enel ha dapprima dichiarato di non riconoscere la legge sui porti – ha spiegato – e, di fatto, sta dimostrando di volersi impadronire della gestione del Molo Vespucci che ormai ritiene di essere di sua proprietà. L’autorità portuale, che ringrazio per la collaborazione al fianco di Minosse per la tutela dei lavoratori e il rispetto della legge che disciplina l’attività portuale, è stata molto chiara sulla questione e lo ha esplicitato con una lettera ben precisa che richiamava al rispetto delle normative vigenti. Purtroppo, dopo la missiva, Enel continua a raggirare ciò che la legge 84/94 prevede. Noi siamo al fianco dell’Autorità Portuale e difenderemo la nostra posizione in tutte le sedi, nel rispetto innanzitutto dei 300 lavoratori e delle loro famiglie. Enel infatti ha fatto credere ai lavoratori che dopo l’azzeramento di Minosse avrebbe tutelato i posti di lavoro con la cosiddetta “clausola sociale”, intesa come impegno al riassorbimento delle forze lavoro nella nuova realtà dopo che Minosse sarà stata abbattuta. Il fatto, però – ha aggiunto il presidente Capponi – è che chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il diritto vigente – non certo i lavoratori afflitti e condizionati da gravi preoccupazioni per il loro futuro e il futuro delle loro famiglie- sa che non è possibile decidere il trasferimento delle maestranze e del know how appartenenti ad una società ad altra società senza l’assenso da parte del soggetto che dispone delle forze lavorative in questione. 
È evidente che ciò è impossibile, sia perché Minosse non consente un simile scempio – ha concluso – e sia perché, in diritto, è vietata ogni forma di concorrenza sleale e di interposizione nella gestione della manodopera. Minosse farà di tutto per tutelare i lavoratori e la propria attività che si è sempre svolta nel rispetto delle leggi”. (Agg. 29/09 ore 16.02)

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