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Scarpellini ‘‘chiama’’ Fiumicino

Scarpellini ‘‘chiama’’ Fiumicino

Fiumicino. L’inchiesta della Procura affonda nel passato, fino alle elezioni del 2013. L’imprenditore fa i nomi di Baccini e Montino riferendosi a case e soldi. I due leader politici hanno smentito qualunque coinvolgimento

di ANGELO PERFETTI

FIUMICINO – Un’informativa di oltre 100 pagine è quella che i carabinieri hanno consegnato alla Procura di Roma che a sua volta l’ha depositata al Tribunale del Riesame. All’interno spuntano ancora i nomi di Mario Baccini ed Esterino Montino, chiamati in causa entrambi nello stesso documento da Scarpellini.
Va doverosamente premesso che un’ipotesi accusatoria all’interno di un’indagine non rappresenti una condanna, che è una visione di parte e che le eventuali prove si formeranno semmai in Tribunale; va anche sottolineato come sia Baccini (leggi qui l’articolo) sia Montino, a più riprese, abbiano spiegato pubblicamente la propria posizione, entrando nel merito delle accuse mossegli, chiarendo i fatti relativi agli immobili, e respingendo ogni eventuale addebito. 
Va altresì chiarito che sulle dichiarazioni di Scarpellini sono ancora in corso verifiche da parte dei magistrati di piazzale Clodio, e che dunque nessun nome può essere accostato giornalisticamente a qualsivolgia una tipologia di reato. (agg. 05/10 ore 8.53) segue

CASE A DISPOSIZIONE DI POLITICI ED EX PARLAMENTARI. E’ un fatto però – come riportano dettagliatamente due lanci di agenzia, uno Ansa l’altro Askanews, lanciati ieri a tarda sera – che il costruttore Sergio Scarpellini metteva a disposizione case a politici e ex parlamentari; secondo l’accusa, in cambio di favori e utilità.
L’alveo nel quale Scarpellini sta rilasciando dichiarazioni agli inquirenti è l’inchiesta che il 18 settembre ha portato all’arresto per corruzione del sindaco di Ponzano Romano, Enzo De Santis, e al coinvolgimento di Denis Verdini, Luciano Ciocchetti e Mirko Coratti.
Nel documento si citano i nomi dell’ex parlamentare Mario Baccini, dell’ex presidente della Camera, Irene Pivetti, del sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, dell’ex deputato Umberto Marroni che in base a quanto riferito dal costruttore, avrebbero ottenuto case gratis e altre utilità.
Secondo quanto riportato nella informativa, nel corso di un interrogatorio, l’imprenditore ha affermato di avere fornito per la campagna elettorale del 2013 un appartamento di 150 mq in favore dell’Associazione dei Cristiano Popolari, movimento fondato da Baccini.
“Alcuni anni prima – afferma Scarpellini – gli avevo dato senza contratto un appartamento in piazza dell’Orologio. Io e Mario Baccini siamo amici e lui personalmente mi ha chiamato e mi ha detto che gli serviva un appartamento”. Gli inquirenti fissano tra i 25 mila euro e i 34 mila euro le utilità che Scarpellini ha garantito a Baccini, oltre che una serie di contributi erogati al movimento. (agg. 05/10 ore 9.30)

UN APPARTAMENTO A MONTINO. Per quanto riguarda Montino, il costruttore afferma di avergli fornito un appartamento in via del Governo Vecchio, di proprietà del figlio del costruttore, oltre a finanziamenti quando si candidò nel 2013 a sindaco di Fiumicino nelle fila del Pd.
Sempre in via del Governo Vecchio l’immobile dato in comodato d’uso alla Pivetti. A Marroni, come rappresentate dell’Associazione Metropoli Roma, Scarpellini avrebbe dato un appartamento così come all’ex assessore del Comune di Roma, Umberto Croppi, un immobile in via del Porto Fluviale, quando l’ex braccio destro Alemanno, rivestiva il ruolo di presidente dell’associazione ‘Una città’.
“Se non ricordo male – afferma Scarpellini in un verbale presente nell’informativa – Croppi ha occupato l’appartamento e Marroni non è mai entrato. Marroni me lo aveva chiesto per farci degli uffici per il suo fondo”.
Il documento dei carabinieri, come detto di oltre cento pagine, fa riferimento anche ad una lettera sequestrata negli uffici di Scarpellini e firmata da Vincenzo Carbone, ex presidente della Cassazione e condannato nel marzo scorso a due anni di reclusione per abuso d’ufficio nella vicenda P3, che si impegnava a restituire 50 mila euro all’imprenditore.
Fin qui le dichiarazioni di Scarpellini, che da sole non hanno valore di prova di un qualunque reato; l’utilizzo di alcuni immobili non è stato mai negato né da Baccini né da Montino, che ne hanno invece chiarito modi e finalità. L’ipotesi accusatoria però interpreta questi passaggi come “favori”, mentre le difese hanno spiegato come sia tutto tracciato e alla luce del sole nella normale dinamica elettorale. Spetterà ai magistrati trarre le conclusioni. (agg. 05/10 ore 10)

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