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Pas: un esposto sulla nomina dell'amministratore unico

Pas: un esposto sulla nomina dell'amministratore unico

Evidenziate criticità nelle procedure e presunte illegittimità da parte del presidente Di Majo. La questione arriva sul tavolo della Procura 

CIVITAVECCHIA – Presunte illegittimità, vizi procedurali e criticità. Tutto messo nero su bianco in un esposto presentato nei giorni scorsi in Procura da parte di uno dei candidati a ricoprire l’incarico di amministratore unico della Port Authority Security srl. Professionista che aveva partecipato all’avviso di selezione pubblica per titoli sia nel 2017 che quest’anno. E già sotto questo aspetto è emersa la prima contraddizione: mentre nel 2018 il suo nome è stato escluso preliminarmente (a differenza di altri professionisti con un quadro simile), nel 2017 questo non era accaduto, seppur in presenza dello stesso curriculum, anzi forse con qualche esperienza professionale in più nell’ultimo anno. (agg. 05/10 ore 6.54) segue

I PUNTI CONTESTATI. Diversi i punti che vengono contestati nel documento con il quale si chiede alla magistratura di disporre gli accertamenti per valutare eventuali profili di illeceità penale e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili per procedere così nei loro confronti. Il nome del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Francesco Maria di Majo è ricorrente nell’esposto dove si evidenzia innanzitutto una possibile incompatibilità del numero uno di Molo Vespucci, autoproclamato presidente della commissione che ha provveduto a nominare l’amministratore di una società controllata dalla stessa Authority: e questo perché nel primo caso, tra i candidati, erano presenti un dipendente della Pas ed uno dell’Autorità di Sistema Portuale, mentre all’ultima selezione, quella del 2018, aveva partecipato un dipendente della stessa Pas. Motivi per il quale, secondo il professionista, il presidente Di Majo avrebbe dovuto astenersi obbligatoriamente dall’effettuare la selezione dell’amministratore unico. Criticata poi la decisione di scegliere, nel 2018, il dottor Andrea Rigoni per ricoprire l’incarico. (agg. 05/10 ore 7.30)

L’ESPOSTO. Come sottolineato nell’esposto, infatti, il presidente Di Majo avrebbe posto in essere una condotta non conforme alle norme, lesiva di interessi pubblici e privati, favorendo la nomina di un soggetto che avrebbe avuto minori requisiti professionali rispetto al secondo candidato in ballo, per un compenso tra l’altro di circa 60mila euro per tre anni. Tra i due candidati in questione, infatti, ci sarebbe stata una differenza di oltre trenta anni in ambito professionale, surclassata da una dichiarata migliore conoscenza della lingua inglese, con Di Majo che avrebbe verbalizzato di aver preferito Rigoni per la sua esperienza nella gestione ed amministrazione societaria, aspetto non richiesto, però, tra i requisiti specifici. A questo si aggiungono una serie di problemi riscontrati al momento dell’accesso agli atti da parte del professionista che avrebbe riscontrato carenze e mancanza di documenti. Tutte questione, quindi, sottoposte all’attenzione della Procura affinché si possa far luce sulla vicenda.(Agg. 05/10 ore 8)

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