Pubblicato il

Vitellino appena nato abbandonato dalla mamma

Vitellino appena nato abbandonato dalla mamma

A lanciare l’allarme un escursionista che lo ha trovato in una zona impervia infreddolito, privo di forze e affamato. Soccorso e portato in braccio per 400 metri dai volontari delle guardie ecozoofile è stato poi restituito al proprietario  

di TONI MORETTI

CERVETERI – Quella che potrebbe considerarsi una notizia di cronaca marginale che esce fuori dai drammi provocati da umane tragedie, la si vuole comunque proporre perché recepita da una diversa e insolita angolazione, potrebbe diventare  foriera di ispirazione a più profonde ed accorte meditazioni. Nella mattinata di mercoledì scorso, un esperto escursionista, Bruno Franconi,  già per molti anni volontario della protezione civile, durante una delle sue escursioni, in una zona impervia delle campagne intorno a Cerveteri, si imbatte in un vitellino nato da poco in stato di evidente abbandono e di difficoltà, insidiato dalle mosche delle quali non riusciva a liberarsi. Bruno si rese conto che il vitellino era stato abbandonato e che rischiava la vita, soprattutto per mano degli animali selvatici se avesse trascorso la notte in quel luogo ed in quelle condizioni. La difficoltà che trovava a raggiungere il punto esatto con l’auto per poterlo eventualmente caricare, lo convinse a chiedere aiuto un po’ a tutti. Telefonò ai numeri di emergenza, ai carabinieri forestali e ad altri, sembra non trovando molto seguito alle sue richieste. (agg. 06/10 ore 9.45) segue

IL SALVATAGGIO. Ma la telefonata tra le tante fatte da Bruno al suo vecchio comandante della protezione civile Marco Scarpellini, ora in pensione e  delegato alla Polizia locale del comune di Santa Marinella, ha un seguito immediato. Scarpellini organizza subito un piano di soccorso interessando e spingendo alla mobilitazione, le guardie ecozofile. Intanto  Bruno, torna indietro e porta al piccolo animale un primo litro di latte che gli somministra col biberon, cosa che in qualche modo gli ridà un po’ di forza. Successivamente, con l’aiuto delle guardie ecozoofile, il piccolo animale viene trasportato a spalle per 300-400 metri in mezzo ai dirupi fino al punto dove si è potuto caricare su un fuoristrada, e poi restituito in serata ad Antonio Paglialunga il proprietario. 
L’abbandono del neonato vitellino da parte della madre è avvenuto per una perversione dell’istinto animale, poiché la stessa, avendo avuto un parto gemellare, ha seguito l’esempio spartano di abbandonare chi dei due ha ritenuto più debole e che avrebbe potuto essere un ostacolo anche allo sviluppo e alla crescita dell’altro. (Agg. 06/10 ore 10.15)

LA RAGIONE DEI SENTIMENTI. L’umanità, per quanto poi abbia potuto compiere altre nefandezze, ha rimediato e rimedia con la ragione e i sentimenti, sviluppando sensi di protezione e solidarietà. La meditazione che è d’obbligo fare è che in un periodo in cui globalmente c’è una svolta alla “conservazione” e in Italia, come un atavico ricorso storico c’è una palese induzione alla “conservazione” istintuale alla luce di questo fatto con chi si identifica l’Italiano, in questo caso il Cerveterano, con Bruno Franconi che porta un litro di latte all’animale? Con le guardie ecozoofile che corrono dei rischi e lo salvano? Con Marco Scarpellini che fa tesoro della sua esperienza e che onora il suo essere “Umano” organizzando un soccorso razionale e mirato? O viceversa con quei cialtroni che predicano e semina odio a salvaguardia della “conservazione” di diritti mai acquisiti nei confronti dell’umanità? O con chi vorrebbe il vitellino sbranato dai lupi per non correre nessun rischio e star bene, si fa per dire, a casa sua, mettendo la maiuscola alla S?(agg. 06/10 ore 10.45)

ULTIME NEWS