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Sinistra a Tarquinia, un’assemblea per capire se vivere o morire

Sinistra a Tarquinia, un’assemblea per capire se vivere o morire

Fissata da Areasx per giovedì prossimo per verificare se ci sono le condizioni per costruire un percorso e un progetto in vista delle elezioni

TARQUINIA – Un punto di arrivo o un punto di partenza. O  la sinistra si ritrova e costruisce un progetto o altrimenti il risultato sarà quello già visto all’Università Agraria: il nulla. Così Piero Rosati e compagni hanno presentato ieri mattina l’appuntamento di giovedì prossimo 11 ottobre alle 17,30 quando tutti i cittadini che si sentono appartenere dal punto di vista politico e culturale al campo della sinistra potranno riunirsi e iniziare a dialogare per costruire un percorso che li condurrà fino alle elezioni di maggio. “L’assemblea – ha spiegato Piero Rosati – rappresenta un porto da cui partire o a cui arrivare. Se c’è partecipazione e se emerge la voglia forte si comincerà a costruire un percorso ‘per  arrivare alle prossime elezioni comunali con una lista e un candidato”. 
Di certo è un “contenitore e non il mezzo”:  “Noi organizzatori di questa assemblea non abbiamo intenzione di candidarci. – hanno ribadito all’unisono – Noi siamo solo lo strumento attraverso il quale vorremmo costruire il percorso di aggregazione della sinistra. Faremo tutti un passo indietro nel momento in cui questo campo prenderà gambe. Noi da parte nostra ci mettiamo a disposizione , non abbiamo altre ambizioni, ne personali ne di gruppo. Abbiamo già deciso che il gruppo storico di Areasx non si candiderà. Noi collaboriamo alla costruzione di un progetto”. (agg. 05/10 ore 22.14) segue

Nessuna imposizione su candidature e programmi: “Quando si  inizia a costruire dal basso, e quindi chiedi la partecipazione della gente e del popolo alla costruzione di qualcosa – ha detto Rosati – non puoi presentarti con un pacchetto già preconfezionato e da scartare. Questo è buono e utile quando è il tuo compleanno. Quando invece devi costruire un percorso politico e un progetto non lo puoi fare preconfezionando tutto. Sarebbe l’errore più grossolano che un partito politico possa fare. Credo che sia opportuno ragionare insieme su che cosa fare, ma niente di più. Al momento cominciamo a camminare”.
“Le elezioni si vinceranno su un progetto credibile, vero e di prospettiva di lavoro”, il commento di Areasx. “Il paese langue da questo punto di vista – ha detto Rosati – anche il lavoro stagionale non garantisce nemmeno di potersi pagare gli studi per i giovani. Basta fare un sondaggio di quanti nostri ragazzi stanno lavorando all’estero. E’ evidente che la prossima amministrazione, al di là delle promesse della Miami beach, dovrà ragionare e costruire un progetto di sviluppo e di occupazione del paese credibile, fattibile, e che ridia speranza a questi nostri giovani. 
Niente polpettoni nel percorso della sinistra: “Quello che sto vedendo – ha detto Rosati –  è che c’è l’ennesimo tentativo di costruire polpettoni, di mettere insieme partiti politici e sigle. Da quello che sento e che vivo quotidianamente, la gente è stufa di questo. La gente vuole proposte concrete, su che cosa si può fare per il nostro paese. Sui progetti e sulle opportunità che i politici e i raggruppamenti riusciranno a portare agli elettori si determinerà la discriminante della vittoria o della sconfitta. Certo è che anche noi dobbiamo fare uno sforzo. Le ultime comunali ci hanno consegnato l’immagine di un paese terribile, con tante liste, dove la gente votava per appartenenza di famiglie, e per ragioni di parentela, ma ciò non costruisce una classe dirigente. La classe dirigente, deve essere costruita nell’interesse generale e non per far contento un nipote accalappiato dal politico di turno. E’ un meccanismo diventato infernale che dà la consapevolezza che questa cosa non può andare bene. Così si continuano a creare amministrazioni che continuano a produrre il nulla, come è stato adesso. Obblighiamo a chi si presenterà alle elezioni a fornirci prospettive di lavoro e di sviluppo per il paese e su questo  scegliamo. Tutti noi saremmo responsabilizzati nel proporre una classe dirigente all’altezza del compito che viene affidato. Così eviteremo di continuare a passare da un’amministrazione all’altra che dura il tempo del battito di una farfalla”. (agg. 05/10 ore 23)

Incontro interlocutorio col Pd. Il gruppo di Areasx ha già avviato un primo incontro interlocutorio con il Pd, toccando i temi strategici e fondamentali. «Le indicazioni date sulla scia del suggerimento di Martina sono quelle di cambiare le idee e le persone, e noi ripartiamo da qui”, ha detto Roberto Sacconi. “Di certo un partito come il Pd che non ha alleanze e le cerca – ha aggiunto Rosati – non può presentarsi con l’arroganza di avere già il candidato a sindaco, la classe dirigente, il programma. Su che cosa vai a basare gli accordi con gli altri. Non credo che il Pd sia nelle condizioni di poter dettare questo tipo di condizioni. Il Pd credo debba rimboccarsi le maniche e se vuole, se ci sono le condizioni interne , debba rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di un progetto che va oltre il partito democratico’’. 
Su San Giorgio posizione netta: “Ripartire dalla legge” ma niente applicabilità della 28/80 che “sta per essere definitivamente chiusa”, ha detto Sacconi. “A noi da fastidio che si usa lo stesso meccanismo da sempre,- ha spiegato Rosati –  arrivano le elezioni, arriva il politico di turno che promette mari e monti ma che non può mantenere. Una sorta di voto di scambio, pur sapendo che lì la situazione è molto articolata. Si parte dall’applicazione delle leggi: lì c’è gente che ha fatto un condono. L’amministrazione poi, a fronte di chi nel tempo ha costruito il diritto di poter costruire, ha l’obbligo di dare delle direttrici e garantire che i servizi siano fatti a norma. Dove però ci sono i vincoli è chiaro che non si può costruire”. 
Sulla scesa in campo di Alessandro Giulivi con la Lega: «E’ un amico, e lo tratto con molto rispetto – ha detto Rosati – Sandro ci ha messo tanta buona volontà. Vorrei ricordare come è finita la sua esperienza politica. Ha provato sulla sua pelle quali sono la voracità e gli appetiti e l’aggressività del campo che ha scelto per candidarsi a sindaco, che è quello della destra. Che è poi lo stesso ‘’morso del somaro’’ che ha provato Mencarini. E’ evidente che in quel campo, purtroppo, l’affermazione e l’individualismo prevalgono sulla capacità di costruire e condividere e sugli interessi generali del paese. Nel centrodestra quello che conta di più è l’affermazione personale, la leadership. Non è un caso che sia Sandro che Pietro abbiano subito la stessa sorte e la stessa fine.Dal punto di vista personale faccio tutti gli auguri del mondo a Sandro, per l’amicizia che ci lega, ma dal punto di vista politico credo che sia l’ennesimo danno per il paese». (agg. 05/10 ore 23.30)
 

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