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Omicidio Tanina, il killer: ‘Non voleva che la lasciassi’

Omicidio Tanina, il killer: ‘Non voleva che la lasciassi’

Fiumicino. La confessione del personal trainer accusato dell’omicido di Tanina Momilia: notificato il fermo all’ex poliziotto di 56 anni dopo un interrogatorio fiume. De Filippis avrebbe avuto una relazione che la vittima non voleva troncare

FIUMICINO – I sospetti si erano concentrati quasi subito su di lui e alla fine Andrea De Filippis è crollato. Il personal trainer indagato per la morte di Maria Tanina Momilia, la donna di 39 anni trovata lunedì mattina in un canale di bonifica a Isola Sacra, si è costituito alla stazione dei carabinieri di Fiumicino. Accompagnato dal suo avvocato, l’ex poliziotto di 56 anni ha confessato: «Ho ucciso io Tanina». Alla base dell’omicidio ci sarebbe un movente sentimentale. (Agg. 12/10 ore 20.27) segue

“NON VOLEVA CHE LA LASCIASSI”. L’uomo avrebbe infatti raccontato di aver avuto con la donna una relazione che intendeva troncare, mentre – sempre stando alle parole dell’indagato – sembrerebbe che lei non volesse accettare la fine della loro storia. Sarebbe così nata una discussione all’interno della palestra, domenica mattina, degenerata nell’omicidio. Al termine di un interrogatorio fiume durato diverse ore nella caserma dei carabinieri del Gruppo di Ostia, all’uomo è stato notificato il fermo. De Filippis si è presentato alla stazione dei carabinieri nel primo pomeriggio, indossando una felpa scura, mentre con la mano si copriva parzialmente il volto, molto tirato. Accanto a lui il suo avvocato Cristian Milita che, prima di entrare, ha detto ai cronisti presenti: «Ha rivissuto la scena di cui nemmeno, al momento, si era reso conto. Come se non fosse lui in quel momento. Intanto, la cosa importante è che verità sia fatta e che lui si prenda tutte le responsabilità». 
De Filippis è stato portato poi al Gruppo dei carabinieri di Ostia dov’è stato interrogato a lungo. Per dovere di cronaca, va ricordato che le prove si formeranno in Tribunale, e che fino alla eventuale sentenza di condanna, l’uomo va considerato “presunto” omicida. Così come va sottolineato che le indagini non si fermano alla confessione, ma ripartono proprio da questa. (agg. 12/10 ore 21)

LE INDAGINI. Le indagini si erano concentrate su di lui già dalle ore successive al ritrovamento del corpo di Tanina, avvenuto il giorno seguente alla sua scomparsa. Le ultime tracce della donna portavano proprio alla palestra dove la ragazza seguiva delle lezioni di difesa personale con il personal trainer. Per gli inquirenti è quello l’ultimo posto in cui la vittima avrebbe messo piede domenica prima di morire. E così i carabinieri, su disposizione dell’autorità giudiziaria, hanno messo i sigilli ai locali. All’interno, nonostante la struttura fosse stata ripulita, sono state trovate tracce utili per far luce sull’omicidio. La notizia che il personal trainer si era costituito ai carabinieri ha fatto rapidamente il giro a Fiumicino, arrivando anche ai familiari di Tanina. «Sono riusciti a prenderlo. Eppure era sempre gentile e disponibile – ha detto nel pomeriggio Daniele Scarpati il marito della 39enne – Sono state dette tante cose, tante falsità e bugie – ha aggiunto – mia moglie domenica mi ha svegliato, abbiamo fatto colazione insieme e poi mi detto che l’allenamento non l’aveva soddisfatta, che lui non era come sempre, non era lui”. Il suo pensiero è andato a Tanina: “Amore mio ora puoi riposare in pace. Ti amo. Mia moglie mi ha lasciato un’eredità e io devo portarla avanti: io l’ho amata, la amo e l’amerò per sempre». (agg. 12/10 ore 21.30)

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