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''Non è ravvisabile l’interesse pubblico''

''Non è ravvisabile l’interesse pubblico''

Così Ramazzotti, Belardinelli e Piergentili  dopo l’approvazione della delibera ‘‘salvacantina’’  

CERVETERI –  Non finiscono le reazioni, le spiegazioni e le prese di posizione sulla vicenda della delibera ormai nota come “salvacantina” approvata dal consiglio comunale dell’11 novembre scorso, probabilmente per un corto circuito verificatosi  nella comunicazione che ha dato l’impressione che le forze di opposizione non avessero a cuore le sorti degli oltre duecento soci conferitori della cantina stessa e dell’azienda , più in generale, del bene della città, come espressamente affermato dal sindaco Alessio Pascucci.  
Ecco allora che Anna Lisa Berardinelli, Luca Piergentili e Lamberto Ramazzotti, diramano un comunicato nel quale affermano: «Con il voto favorevole dei consiglieri di maggioranza e di due consiglieri di opposizione, Accardo e Mancini, è stata approvata la delibera che prevede il parziale cambio di destinazione d’uso dei locali della Cantina Sociale di Cerveteri, delibera che è stata presentata dall’amministrazione come unica ancora di salvataggio del cosidetto ‘‘Cantinone’’. A nulla sono valsi i nostri tentativi di spiegare ai silenti consiglieri di maggioranza che quell’operazione edilizia non poteva essere realizzata ricorrendo all’art. 14 del DPR  380/2001 come previsto dalla delibera, in quanto in essa, così come proposta, non si ravvisa alcun interesse pubblico e, pertanto, sarebbe stato opportuno utilizzare un altro strumento urbanistico previsto da altre leggi. Nonostante il Sindaco Pascucci, sin dal precedente consiglio del 27 settembre, abbia cercato di mettere contro l’opposizione gli agricoltori e i soci conferitori, facendoci passare come coloro che non hanno a cuore il bene dei lavoratori, scatenandoci così addosso anche l’ira di qualcuno, la realtà è che noi abbiamo votato contro per le motivazioni riportare sopra e perché riteniamo che con questa forzatura legislativa, fortemente voluta dalla maggioranza, non siano stati assolutamente risolti i problemi della Cantina. Se si fosse percorsa la strada di un piano integrato o della legge R.L. n. 7 del 18/7/2017, o la procedura dell’edilizia contattata oppure l’iter della variante con pubblicazione, osservazioni e comitato tecnico regionale, tutto sarebbe stato più trasparente, più regolare e, soprattutto, senza future sorprese. – e conclude il comunicato – Per noi, al contrario di quanto riportato nella delibera da loro approvata, in un cambio di destinazione d’uso da cantina sociale vinicola a commerciale non è ravvisabile l’interesse pubblico».

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