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D'Ottavio: "Serve un centrodestra unito per ridare speranza ai civitavecchiesi"

CIVITAVECCHIA – “La situazione della città è gravissima, serve una terapia d’urto e solo il centrodestra locale unito può realizzarla”. Parole e musica di Roberto D’Ottavio. Il coordinatore di Forza Italia torna a parlare di tematiche mettendosi alle spalle polemiche interne. «Dobbiamo agire per il bene della città – ha spiegato – dobbiamo ridare ossigeno ad una popolazione soffocata da Cozzolino e dalla giunta grillina. Serve rifar nascere una zona industriale e ridare vita al progetto termale.  Progetti in grado di dare occupazione ai civitavecchiesi. Per quanto riguarda invece il commercio locale bisognerebbe creare delle sinergie in grado di favorirlo e non ostacolarlo come è stato fatto dal Sindaco in questi anni». (agg. 20/10 ore 9.20) segue

“BISOGNA DARE RISPOSTE ALLE FASCE PIU’ DEBOLI”. D’Ottavio sottolinea il grido d’allarme lanciato dai cittadini in questi mesi: «Abbiamo una sede aperta da anni a differenza di altri schieramenti (chiaro il riferimento alla sede del Movimento Cinque Stelle aperta di recente, ndr) – ha aggiunto – riceviamo continuamente persone che ci spiegano le loro difficoltà. A queste persone, alle fasce deboli, dobbiamo dare delle risposte. Ad oggi sono solo le associazioni di volontariato ad aiutarle. Il Comune si è dimenticato di loro». (agg. 20/10 ore 10)

LA PIATTAFORMA PROGRAMMATICA. D’Ottavio lancia quindi una piattaforma programmatica da attuare in caso di vittoria, ma prima c’è da creare una squadra di governo: «Da tempo ci siamo riuniti e ci siamo visti e abbiamo discusso le soluzioni programmatiche insieme a tutto il centrodestra. Partiamo da quei progetti creati dal tavolo del centrodestra per la creazione del programma di governo». Per quanto riguarda invece il discorso candidature D’Ottavio alza le mani: «C’è un tavolo a Roma che sta lavorando. In ballo ci sono le candidature di tutta la Regione e non solo di Civitavecchia. Ci atterremo alle decisioni. Intanto però lavoriamo per il bene della città, che è il fine ultimo della politica locale».  (Agg. 20/10 ore 10.30)

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