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Fiumaretta e via Pecorelli, avanti tra le critiche

Si è tornati a parlare di valorizzazione immobiliare ieri in consiglio. Dibattito sull'outlet ed il welcome center per i crocieristi 

Si è tornati a parlare di valorizzazione immobiliare ieri in consiglio. Dibattito sull'outlet ed il welcome center per i crocieristi 

CIVITAVECCHIA – Due progetti che vanno avanti, a stento, con il fondo immobiliare che però, ad oggi, dopo oltre tre anni dalla sua prima comparsa in Consiglio comunale, non ha prodotto gli effetti sperati. Ieri infatti si è tornati a parlare di valorizzazione immobiliare, portando in votazione il progetto del compendio di via Pecorelli, che da ex impianto sportivo dovrebbe diventare un’area a servizio della città. “Un progetto importante – ha spiegato il sindaco Cozzolino – come gli altri che a breve verranno inseriti nel fondo. Una struttura che andrà ad ospitare tutte e sei le sedi della Asl Rm4 sparse nella città, razionalizzando il servizio”. Al termine del periodo concordato, l’immobile entrerà nelle disponibilità della Asl . “Un progetto che conviene a tutti – ha concluso il Sindaco – con questo atto che approviamo non si chiude un iter, ma va avanti dal punto di vista amministrativo e burocratico”.

Pur condividendo la finalità del progetto, sia il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso che il consigliere del Pd Rita Stella hanno votato contrari. “Si va ad inserire in un progetto condivisibile – ha sottolineato Grasso, criticando ancora una volta il metodo utilizzato – un’altra variante urbanistica vera e propria”. Soffermandosi sulle tempistiche ed evidenziando come in quattro anni non si è arrivati, concretamente, a nulla, Grasso ha quindi definito il fondo immobiliare una “scatola vuota”, tornando poi a puntare il dito anche contro il progetto del “Welcome center” di Fiumaretta, con annesso outlet da 70 negozi. “Uno scempio”, ha ribadito Grasso, sottolineando la “diversità di vedute” tra il movimento nazionale e quello locale, sull’outlet come per il forno crematorio.

“Il progetto di valorizzazione di Fiumaretta – ha ribadito Cozzolino – non va svilito e rapportato alla mera costruzione di un centro commerciale, ma sarà il punto di osmosi tra città e porto, che da oltre dieci anni si aspetta. Un Welcome center dove la parte commerciale è sicuramente importante, perché opere di questa entità e importo finanziario non possono reggersi senza l’apporto di capitali privati che devono inevitabilmente avere un loro ritorno economico.  

La consigliera Stella ha invece sottolineato come “già a luglio 2015, quando il fondo approdò in consiglio, denunciammo che sarebbe stato un iter lungo. E oggi – ha spiegato – ancora siamo così, con un regolamento che ancora deve essere asseverato dalla Consob e con un fondo dove ancora non è stato conferito concretamente nulla”. E tornando anche lei su Fiumaretta ha sottolineato come “si è ancora in tempo – ha concluso – per consultare la città e in particolare i commercianti. Per via Pecorelli, infine, benché interessante come progetto, è pur sempre una variante urbanistica”. È stato quindi Emanuele La Rosa (M5S) a ribadire la bontà di entrambi i progetti, lasciandosi sfuggire il fatto che comunque l’amministrazione non ha messo del tutto nel cassetto l’idea di realizzare anche un albergo a Fiumaretta. “È vero, siamo andati un po’ lunghi – ha concluso – ma le tematiche sono complicate e le leggi, nel frattempo, sono cambiate”. 

Il consiglio comunale, sempre con i voti della maggioranza, ha poi approvato il bilancio consolidato dell’esercizio 2017. Bilancio chiuso con un passivo di circa 6 milioni di euro, appesantito dai risultati di Hcs e delle sot del gruppo, con i bilanci delle vecchie società che generano un negativo di 2,4 milioni di euro. Da qui il dibattito si è concentrato anche sul recente fallimento di Città Pulita, seguito a  breve dall’autofallimento anche di Argo. Il consigliere Grasso si è detto preoccupato circa le difficoltà per i lavoratori della ex sot di recuperare il proprio Tfr, sia in termini di tempo che economici. Ma per il Sindaco problemi non ce ne sono: “Anche se comunque la moneta concordataria di Hcs è sufficiente a coprire i debiti nei confronti dei lavoratori – ha ricordato – il Tfr per legge è garantito dal fondo dell’Ips”.   

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