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Multiservizi, Pascucci al Pd: ''Leggetevi le carte''

Multiservizi, Pascucci al Pd: ''Leggetevi le carte''

Il sindaco risponde così alla richiesta di chiusura di Juri Marini. Il primo cittadino: «Illogico chiudere un’azienda con 550 mila euro di utile»   

di TONI MORETTI

CERVETERI – Juri Marini, unico consigliere comunale del Partito Democratico, all’opposizione, come ormai è vezzo dei politici che gestiscono direttamente la loro comunicazione tentando di barcamenarsi con tutto ciò che offre la rete, confezionando video che vengono postati sui social puntando sulla massima diffusione, dalla sua pagina Facebook entra nel merito della gestione  e della opportunità di tenere o chiudere la Multiservizi Caerite Spa. Società  con socio unico il comune che detiene il 100% del capitale, proprietaria di cinque farmacie comunali  e affidataria di servizi pubblici quali la pubblica illuminazione, la gestione del verde ed altro. (agg. 21/10 ore 9.30) segue

«MULTISERVIZI, UTILI PER 550MILA EURO». Parte la sua analisi, mostrando un “tuttologismo” sconvolgente, da un dato di cui si è venuto a conoscenza, il costo di gestione dell’impresa, sostenendo tout court che essendo elevato, ammonta a 400 mila euro, le casse comunali non possono sopportarlo per tanto si chiude. Tante semplicistiche considerazioni, invita a nozze il sindaco Pascucci che replica in tre punti: «Nel 2009 la Multiservizi metteva a bilancio perdite per quasi un milione di euro frutto evidentemente di una gestione che ha creato danni enormi alla città. Al mio arrivo la Multiservizi era una società sull’orlo del fallimento. Grazie al lavoro portato avanti in questi anni la partecipata del Comune è arrivata nel 2017 a produrre utili pari a 550 mila euro, garantendo un servizio di primaria importanza alla cittadinanza». (agg. 21/10 ore 10)

«STUDIATEVI LE CARTE». «In ogni caso – sottolinea Pascucci – se rapportiamo il totale del fatturato alle spese generali, comprensive anche di interventi che la Multiservizi fa, nonostante non siano previsti dai contratti, solo per migliorare la qualità delle condizioni di vita ai cittadini, il risultato è una percentuale molto al di sotto di quella delle altre Multiservizi e in linea con quella di aziende private simili. Parlare di sprechi significa non conoscere le cose di cui si parla». 
«Invito quindi, chi oggi invoca la vendita di Multiservizi a studiarsi le carte – conclude il primo cittadino – facendo mea culpa sui danni causati in anni di mala gestione a Cerveteri, senza puntare il dito sulla Multiservizi che oggi è un’azienda sana, in un contesto nazionale dove le partecipate sono in crisi. La Multiservizi oggi è un’azienda che svolge per il Comune servizi chiave come quelli farmaceutici che, oltre a essere un’importante entrata, sono soprattutto un presidio sociale irrinunciabile». 
Vista così sarebbe un tre a zero, palla al centro. Ma tanto si poteva forse evitare se invece di entrare nei meriti gestionali, che possono essere sconosciuti ai politici, questi si concentrassero su quesiti atti a scoprire se la Multiservizi, azienda sana che produce utili certificati dalla rivoluzione Pascucciana in poi, continua ancora come prima a fare da “bancomat” per saldare competenze che coi costi generali del comune hanno poco a che spartire. Si potrebbe chiedere per esempio che tipo di mansioni copriranno ciò che si spende per le “esagerate” competenze professionali richieste per l’addetto stampa dell’azienda, adducendo che non saranno emolumenti elargiti solo per dei semplici comunicati, perché prevedendo quanti ne verranno stilati in un anno, si scoprirebbe che verrebbero pagati un’enormità. Tanta professionalità richiesta, produrrà senz’altro dell’altro. Ma per chi? Per cosa? (agg. 21/10 ore 10.30)

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