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Truffa, a processo il consigliere Fioravanti

Truffa, a processo il consigliere Fioravanti

Il 31 ottobre l'udienza al Tribunale di Civitavecchia. Il geometra avrebbe acquistato un terreno da privati con la promessa di realizzare, a beneficio dei vecchi proprietari due appartamenti, per poi rivenderlo “senza onorare l'obbligazione nei confronti delle persone offese”

LADISPOLI – Il consigliere comunale di maggioranza Marco Antonio Fioravanti finisce ancora una volta sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. Il geometra ladispolano dovrà comparire il 31 ottobre prossimo in tribunale con l’accusa di truffa. Secondo quanto emerso Fioravanti, nel 2013 avrebbe convinto i proprietari di un appezzamento di terra a Roma, in località Vignaccia, a venderglielo “a fronte di due appartamenti che il Fioravanti avrebbe costruito in favore degli stessi sul medesimo terreno, con artifici e raggiri consistenti”. (agg. 22/10 ore 15.38) segue

I FATTI. I due si lasciarono convincere e così con atto di compravendita, datato 8 settembre 2015, la proprietà del terreno passò a una società immobiliare, amministrata da una ladispolana, “dietro il corrispettivo irrisorio del prezzo pari a 56.800euro”. Ma anziché costruire i due appartamenti promessi, poco dopo l’acquisto dei 2600 mq di terreno, nel giugno 2015, Fioravanti e l’amministratore della società immobiliare lo rivendettero per un valore complessivo di 360mila euro, dei quali, l’acquirente “versava a titolo di caparra 20mila euro in data 21.07.2015 e la restante somma in sede di contratto preliminare in data 14.09.2015 e in sede di contratto definitivo data 11.11. 2015”. Il tutto senza “onorare l’obbligazione nei confronti delle persone offese discendente dal contratto di permuta stipulato in data 17.07.2013 e ribadita nel preliminare di vendita in data 28.10.2014”. Il tutto, con l’aggravante di aver cagionato un “danno patrimoniale di rilevante gravità”. (agg. 22/10 ore 16)

LA SECONDA DENUNCIA PER TRUFFA. Si tratta della seconda denuncia per truffa ai danni del consigliere di maggioranza. Nel primo caso un commerciante di Ladispoli si era rivolto ai Carabinieri per denunciare il geometra. Secondo l’accusa, il negoziante, aveva sborsato 5mila euro al consigliere geometra affinché procedesse a pagare le tasse comunali relative a dei lavori da avviare in un locale. Per dimostrare l’avvenuto pagamento, il professionista avrebbe però fornito al suo cliente bollettini con il timbro postale ritenuto “falso” dall’accusa. Tutto sembrava in regola in una prima fase, ma una mattina, all’interno dell’attività commerciale in questione, avevano fatto irruzione gli uomini della Polizia municipale, definendo quell’opera “abusiva”. A quel punto il commerciante si era recato in Comune per esibire i bollettini di pagamento che però, da quanto emerse, non erano mai pervenuti alla tesoreria di Palazzo Falcone. Da quanto era emerso iul bollettino era stato giudicato “falso” anche da un impiegato di Poste Italiane. Da parte sua il legale di Fioravanti aveva presentato la richiesta di “messa in prova ai servizi sociali” per il suo assistito. L’udienza, in questo caso, era stata fissata al 7 dicembre. (agg. 22/10 ore 16.30)

 

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