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Ancora tensione tra Camassa e sindacato

Ancora tensione tra Camassa e sindacato

Si pensa ad un incontro tra Prefetto, Comune e aziende. Nunzi e Fanelli (Cgil): «Scaduti i contratti stagionali riemerge l’inadeguatezza del numero delle maestranze»  

di TONI MORETTI

CERVETERI – Apprensione. Irrequietezza, agitazione,  i responsabili sindacali della CGIL- Funzione Pubblica Diego Nunzi e Franco Fanelli, responsabili sindacali per i lavoratori iscritti che prestano opera alle dipendenze della Camassa Ambiente e della ASV(Azienda Servizi Vari), le due aziende che in Ati, gestiscono  il servizio di igiene urbana nel comune di Cerveteri.  Le mancanze, il mai trovato sincronismo con l’azienda, la carenza del personale e probabilmente la non corretta gestione delle risorse umane, sono elementi che hanno determinato dall’inizio del servizio, cioè da quando è stata vinta la gara e firmato il capitolato d’appalto, grane sindacali per un eccessivo gravame di lavoro sui lavoratori determinato da un numero insufficiente di maestranze impiegate. Ora , i due sindacalisti Fanelli e Nunzi, in una nota , lamentano la stessa situazione che si ripropone con la fine della stagione estiva, quando diminuisce il numero dei lavoratori stagionali. (agg. 24/10 ore 10.03) segue

LA VERTENZA. «Siamo alle solite – dicono i due – diminuisce il numero dei lavoratori stagionali ma il carico di lavoro rimane sempre lo stesso. Non è di aiuto neanche la divisione dei servizi da parte dell’Ati che si occupa dell’igiene urbana. Un appalto che è iniziato male in quanto non veritiero in termine di numeri delle utenze, col quale si è cominciato un servizio già di per se complicato, come la raccolta porta a porta. Più volte abbiamo denunciato il problema dei carichi di lavoro, dell’inadeguato utilizzo dei mezzi  e delle procedure, con palesi violazione alle norme del codice della strada circa le attrezzature indotte sui mezzi di lavoro e  “strappi” sulle norme contrattuali sull’assunzione di responsabilità sulle aree private. Non parliamo poi dell’isola ecologica. La confusione è totale – chiude la nota – e questo è il motivo della vertenza che ci porterà ad una riflessione alla presenza del Prefetto, dell’Amministrazione Comunale e delle aziende». (agg. 24/10 ore 10.30)

LE DIFFICOLTA’. Non si riesce comunque a trovare la quadra tra l’Ati, che  ha vinto l’appalto per il servizio di igiene urbana, e il comune di Cerveteri.  Le difficoltà che ha incontrato questo rapporto parte dall’inizio e si è svolto e continua a svolgersi tra mille difficoltà. Il vizio sembra nasca da dei dati trasmessi  da una società che ha  realizzato lo studio di fattibilità della raccolta porta a porta, studio fortemente voluto dall’amministrazione che nonostante l’alta specializzazione sembra abbia toppato elaborando dati sbagliati che non sono stati trovati rispondenti alla realtà operativa. Da qui l’altalena sul numero delle maestranze necessarie, risultate subito insufficienti ai quali l’azienda ha tentato di rimediare scaricando sui lavoratori carichi di lavoro eccessivi e responsabilità. Ha tentato con incremento di manodopera con l’assunzione di stagionali per la stagione estiva ma le criticità appaiono evidenti quando questi contratti scadono. Se a questo si aggiunge anche le difficoltà gestionali che ha avuto l’azienda per una interdittiva antimafia, ad oggi comunque superata, all’esame di un risultato si vede tanta confusione , un servizio che a voler essere buoni funziona a singhiozzo tanto che dopo, numerose insistenze dei cittadini-utenti e delle opposizioni politiche, l’amministrazione comunale è stata costretta ad emettere delle sanzioni all’azienda. E’ chiaro che tutto questo non giustifica l’atteggiamento incivile di una minoranza  che sembra che del decoro, della pulizia e della vivibilità della città non voglia sentirne parlare, trasgredendo tutte le regole fondamentali da rispettare, come per esempio, non abbandonare i rifiuti per strada. (agg. 24/10 ore 11)

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