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Maltempo killer: 4 morti

Maltempo killer: 4 morti

Vittime schiacciate da alberi caduti a Frosinone (2), Terracina e Napoli

Quattro vittime per il maltempo. Due persone sono morte schiacciate nella loro auto, nel frusinate, a causa di un albero abbattuto dal forte vento e un’altra persona ha perso la vita a Terracina, sempre a causa di un albero caduto su una vettura in transito. La quarta vittima ha invece perso la vita a Napoli mentre camminava, colpita da un altro albero abbattuto dal vento.
A causa di queste condizioni meteo avverse sono sei le Regioni – Abruzzo, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige – in allerta rossa. La perturbazione ha determinato caduta di alberi e anche danni e disagi alla viabilità: diversi le città, tra cui Roma, in cui le scuole sono rimaste chiuse e in alcuni casi restano chiuse anche oggi. Tra le conseguenze di questa ondata di maltempo, a Venezia è stata registrata la quarta acqua più alta di tutti i tempi e su alcune strade statali si sono verificate limitazioni al transito; sulla A1 Milano-Bologna «veicoli scortati per allagamenti tra Piacenza e Bivio A1, diramazione Fiorenzuola», fa sapere ‘Luce Verde’ su Twitter.
Solo nella notte tra domenica e lunedì sono stati 465 gli interventi svolti dai Vigili del Fuoco in diverse regioni d’Italia. «In particolare, scrivono su Twitter, fino alle 7 ci sono stati «180 interventi in Toscana, 60 nel Lazio, 49 in Lombardia, 36 in Calabria, 35 in Campania, 33 in Veneto, 30 in Sicilia, 28 in Liguria e 14 in Friuli».
Proprio in Friuli Venezia Giulia sono soffiate raffiche di Scirocco superiori ai 100 km orari sulla costa e 150 km orari sulla zona montana in quota. In Trentino, scuole chiuse oggi nella provincia di Trento. Misure straordinarie assunte a scopo preventivo. Secondo le previsioni sono attese ancora abbondanti piogge, da attenuarsi dalla tarda serata. In Liguria, i Vigili del Fuoco sono intervenuti per alberi pericolanti o caduti e allagamenti di scantinati. Frane si sono poi registrate a Davagna, nell’entroterra di Genova, a Struppa in Valbisagno, a Cosio di Arroscia (Imperia).
Occhi puntati sul livello dei torrenti, osservati speciali in queste ore, sia per quanto riguarda i bacini grandi che quelli medio-piccoli, già messi alla prova dall’intensità delle precipitazioni dei giorni scorsi. Monitorata la Valpolcevera e l’area del ponte Morandi. Il vento ha toccato raffiche a 125 chilometri orari a Corniolo e 92 chilometri all’ora alla Spezia. Osservati speciali nello spezzino sono il fiume Vara e il bacino del Magra. A Luni quattro famiglie sono state evacuate per uno smottamento che minacciava alcune abitazioni. Lombardia – Emanato un bollettino di allerta regionale in codice rosso per rischio idraulico nell’area milanese per possibilità di esondazione dei fiumi Seveso e Lambro, fa sapere il Comune di Milano. Il Centro operativo del Comune è in allerta in caso di esondazione. Veneto – L’ondata di maltempo sta creando preoccupazione anche per i fiumi Tagliamento e Meduna. In particolare, il primo ha superato il valore di guardia posto a 190 centimetri all’idrometro di Venzone, arrivando a 212 centimetri. Anche i valori del fiume Meduna sono aumentati in tutti gli idrometri di controllo. Le Prefetture del Veneto hanno poi comunicato la chiusura delle scuole anche per martedì: l’attività didattica negli istituti di ogni ordine e grado risulta pertanto sospesa nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Treviso, Venezia, Rovigo, Padova.
E resta l’allarme acqua alta a Venezia: con 156 cm alle 14:40 è stata registrata la quarta acqua più alta di tutti i tempi. La giornata passerà alla storia dietro al 4 novembre 1966 (194 cm) ma anche dietro al 22 dicembre 1979 (166 cm), al 1 febbraio 1986 (+158) e pareggiando il valore del 1 dicembre 2008. Con questo fenomeno la percentuale di città allagata è stata di circa il 75%. L’ultimo episodio di fenomeno mareale oltre i 140 cm si era registrato il 12 febbraio 2013, quando la marea giunse a +143. L’emergenza non si è ancora conclusa: attorno a mezzanotte e mezza sono attesi 140 cm.
Anche in Toscana le forti raffiche di vento hanno creato disagi e danni in diverse città. La Sala operativa della Protezione civile regionale ha esteso il codice arancione per pioggia e temporali sparsi, soprattutto nelle aree nord occidentali, fino alle 14 di martedì; stesso orario per il resto della regione ma in codice giallo. Per quanto riguarda il vento, codice arancione per la costa meridionale toscana con validità fino alle 8 di martedì e codice giallo per il resto della Regione fino alle 13; fino a mezzogiorno di martedì, codice arancione per mareggiate valido per tutta la costa toscana.
Nel Lazio le scuole sono rimaste chiuse a Roma e in altri Comuni. Alberi e rami sono caduti su diverse strade della Capitale, abbattendosi in alcuni casi su auto e scooter in sosta. Un vigile del fuoco è stato colpito a una spalla da un ramo nel corso di un intervento: trasportato all’ospedale Sant’Eugenio, non è in gravi in condizioni. Sulla Metro B inoltre la circolazione è stata sospesa tra Piramide e Laurentina per la presenza di rami d’albero lungo la linea, presso la stazione Marconi.
Tragedia sfiorata nella Capitale: un albero è crollato in mezzo alle auto in coda sulla Flaminia. A evitare il peggio la fortunata circostanza che, nel punto dell’incidente, all’incrocio con Corso Francia, il semaforo fosse rosso. «Ho sentito un crac. Poi, l’albero, un gigantesco pino, è caduto a pochi centimetri dalla mia auto – racconta una testimone – Sono viva per miracolo».
Emergenza maltempo anche a Terracina (Latina). Una tromba d’aria si è abbattuta sul centro della cittadina, in particolare in viale della Vittoria, provocando la morte di una persona e il ferimento grave di una seconda per un albero caduto su un’auto in transito.
In Campania un 21enne della provincia di Caserta è stato colpito da un albero ed è morto: il fatto è avvenuto a Napoli, in via Claudio, a Fuorigrotta, non lontano dallo stadio San Paolo. I carabinieri sono intervenuti e hanno allertato il 118. Inutile la corsa all’ospedale San Paolo, per il giovane non c’è stato nulla da fare.

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