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Congresso regionale Pd: a Cerveteri vince Mancini col 67,7%

Congresso regionale Pd: a Cerveteri vince Mancini col 67,7%

Bruno Astorre raggiunge appena il 30,6% in controtendenza al risultato regionale che supera il 60%

di TONI MORETTI

CERVETERI – Anche a Cerveteri si è tenuta, nella sede di Viale Manzoni, la convention regionale del Partito Democratico. Il risultato congressuale è stato che dalle oltre settecento tessere il Pd di Cerveteri è arrivato ad appena 130 circa che le hanno rinnovate acquisendo il diritto al voto e tra questi, coloro che hanno votato,  hanno decretato la vittoria di Claudio Mancini con il 67,7%, Renziano come Juri Marini, contro il 30,6% di Bruno Astorre e l’1,6% di Alemanni. Risultati questi in controtendenza con quello regionale dove Astorre di è imposto con oltre il 60% e Mancini, invece,  al 32,4%. Come era previsto, le beghe, il commissariamento mai smentito del circolo, il ricorso del segretario commissariato Maurizio Falconi che ha proposto  l’illegittimità presunta del suo commissariamento al tribunale ordinario, l’attesa di una sentenza che non è ancora arrivata, che avrebbe reso giustizia agli uni o agli altri, non ha fatto desistere l’apparato del partito  dal procedere ad un nuovo tesseramento, sotto l’egida del commissario Roberto Baccani, valido  per  l’assetto dei nuovi equilibri regionali che determineranno in un secondo ma non lontano momento, l’elezione del segretario Nazionale. (agg. 30/10 ore 9.30) segue

IL TESSERAMENTO. Il tesseramento non ha avuto “l’interesse” che ci si attendeva, un po’ perché il circolo era come “picchettato” da coloro che in attesa della sentenza, non davano più retta alle eventuali disposizioni dei dirigenti provinciali e regionali del partito e si sentivano di fatto i nuovi padroni del circolo. La squadriglia fedele al consigliere comunale Juri Marini, al segretario Maurizio Falconi, e alla pasionaria Vittoria Marini, antizingarettiana da quando Zingaretti si è esposto sul palco a sponsorizzare il sindaco Alessio Pascucci reo di aver fatto saltare il famoso tentativo di corruzione e di aver ispirato e fatto affiggere un manifesto, cosa tra l’altro non ancora provata, dove figurava il suo nome  che come poi è risultato, non ci entrava per niente nella vicenda.  Costoro picchettavano l’intromissione di chi non era secondo loro degno di avere la tessera del Pd, o gli espulsi che dovevano aspettare qualche mese dalla loro riabilitazione o anche inveire e boicottare gli amici degli espulsi. (agg. 30/10 ore 10)

LE TENSIONI. Il commissario Baccani ha tentato di tenere al minimo la tensione che in più occasioni si è creata ma che di certo ha inibito l’ondata di tesserati che avrebbe suggerito Zito, il vicesindaco, notoriamente vicino ad Astorre, e quelle di un altro “traditore”, Riccardo Ferri, che di Astorre è un pupillo. Conoscendo trascorsi, vicissitudini, sistemi e strategie, a sentire i trionfalismi di Marini che grida alla grande vittoria dei coerenti su quelli che non lo sono, allargando la spaccatura su quelle che ormai sono le macerie di un glorioso partito viene da chiedere: “Scusate, ma state ancora cosi?” (Agg. 30/10 ore 10.30)

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