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Ladispoli, Punta di Palo, il comune annulla il permesso a costruire

Ladispoli, Punta di Palo, il comune annulla il permesso a costruire

LADISPOLI – Il comune di Ladispoli con una ordinanza ha deciso l’annullamento dei permessi di costruire n. 9 del 5/6/2017, n. 10 del 5/6/2017, n. 11 del 5/6/2017 e n. 12 del 5/6/2017 rilasciati alla Soc. Pezone Costruzioni S.r.l. cessando i lavori in corso nell’area sita in Ladispoli, località “Punta di Palo

Alla base dell’ordinanza di annullamento vi sono queste motivazioni:

1 Come in precedenza osservato, all’esito dell’approvazione del P.d.L non è seguita la sottoscrizione della relativa convenzione urbanistica il piano di lottizzazione previsto dall’art. 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, come modificato dall’art. 8 della legge 6 agosto 1967, n. 765 – perde efficacia alla scadenza del termine massimo di dieci anni (così come avviene per il piano particolareggiato): affinché tale strumento possa ritenersi perfezionato è necessaria la stipulazione di un’apposita convenzione (la quale accede al piano stesso), cui resta subordinato anche il rilascio dei titoli abilitativi necessari per la realizzazione delle opere. La mancata stipula della convenzione inibisce il rilascio da parte dell’Amministrazione dei titoli abilitativi utili per la realizzazione del Piano stesso (cfr., tra le altre, TAR Puglia, Lecce, n. 2133/2014). Tale importante principio comporta Pagina 4 di 8 “Documento informatico firmato digitalmente ai sensi del T.U. 445/2000 e del D.Lgs 82/2005 e rispettive norme collegate, il quale sostituisce il documento cartaceo e la firma autografa; il documento informatico e’ memorizzato digitalmente ed e’ rintracciabile sul sito internet per il periodo della pubblicazione: http://www.comune.ladispoli.rm.gov.it/home/ . L’accesso agli atti viene garantito tramite l’Ufficio URP ed i singoli responsabili del procedimento al quale l’atto si riferisce, ai sensi e con le modalità di cui alla L. 241/90, come modificata dalla L. 15/2005, nonché al regolamento per l’accesso agli atti della Citta’ di Ladispoli” Città di Ladispoli Città Metropolitana di Roma Capitale l’inevitabile necessità di verificare la legittimità dell’intero iter procedimentale ex art. 3 ter comma 3 della Legge Regione Lazio n. 21/2009.

2. nell’atto d’obbligo del 13/02/2017, Notaio Taddei rep. 18546, racc. 11122, la condizione prevista al punto 4 risulta IMPOSSIBILE e quindi non realizzabile, per il combinato disposto di cui ai pareri riportati nella determinazione dirigenziale n. 2080 del 30/11/2016 e della determinazione regionale n. G03445 del 20/3/2017 con la quale è stata decretata l’archiviazione della procedura di V.A.S. del Programma Integrato di Interventi; come evidenziato in sede di conferenza dei servizi, sull’area oggetto dell’intervento non possono coesistere contestualmente due strumenti attuativi e quindi risulta obbligatoria, per mantenere la correlazione perequativa dell’edificazione dell’area sita all’interno del P.d.L., la cessione a favore del Comune di Ladispoli della metà del compendio immobiliare, pari a mq. di 50.363,47 quale condizione inderogabile ed irrinunciabile; il Programma Integrato di Interventi, adottato con deliberazione del Consiglio comunale n. 9/2010, infatti, si sovrapporrebbe all’intervento di cui all’originario P.d.L., successivamente trasformato e disciplinato dall’art. 3 ter, comma 3 della Legge Regione Lazio n. 21/2009, vanificandone le obbligazioni”;

3. il P.I.I. sopra indicato risulta solo adottato dal Comune di Ladispoli e non approvato dalla Regione Lazio poiché l’obbligatoria procedura della V.A.S. è stata archiviata; ciò determina il venir meno dell’intero procedimento e la necessità di procedere alla revoca del P.I.I., da adottarsi in sede consiliare;

4. sulle prescrizioni evidenziate ed impartite dalla Soc. Flavia Acque S.r.l. (ora Soc. Flavia Servizi S.r.l.), indicate nella determinazione dirigenziale n. 2080/2016, sono state riscontrate difformità tra i dati riportati nella relazione tecnica (pag. 21) e quelli trascritti nella tavola progettuale di cui al permesso di costruire n. 09 del 5/6/2017, i quali appaiono tra loro contrastanti e certamente improbabili;

5. condizione necessaria per la validità dei permessi di costruire e dei progetti ad essi correlati, è la sottoscrizione congiunta di tutti i proprietari delle aree inserite nel compendio immobiliare di cui al P.d.L. originario, così come previsto nella determinazione dirigenziale n. 2080 del 30/11/2016, in conformità al parere regionale prot. 44691 del 21/9/2016.

Contro il presente provvedimento, come si legge nell’ordinanza, è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio entro sessanta giorni dalla sua notificazione

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