Pubblicato il

Commissione Trasparenza, è polemica

Commissione Trasparenza, è polemica

Fiumicino. Severini e Coronas contro "l’inciucio Lega-Pd" sull’elezione di D’Intino. Il Presidente: "Polemiche fuori luogo da chi si è autoeliminato. Ora si pensi a lavorare"

FIUMICINO – «La votazione di oggi in Commissione trasparenza, con la maggioranza compatta a votare il candidato della Lega, sancisce ufficialmente – se mai ce ne fosse stato ancora bisogno – l’innaturale patto tra destra e sinistra, in barba ad ogni rispetto del corpo elettorale e di ideali, evidenziatosi nelle ultime elezioni amministrative». Lo afferma Roberto Severini, capogruppo della lista civica Crescere Insieme. «La mia candidatura – spiega Severini – è stata coerentemente sostenuta da Baccini, Coronas e Addentato. D’Intino aveva solo il suo voto e quello della Poggio, i 5 stelle un voto. 
Coerenza avrebbe voluto che la maggioranza votasse il consigliere di minoranza con più voti per essere designato all’elezione del Presidente.Ma con questo atto amministrativo si configura palesemente, ad alzata di mano, l’inciucio tra il Pd e la Lega, l’accordo sancito prima delle elezioni, già portato avanti con la Vice Presidenza del consiglio comunale, e chiuso con questo ultimo atto amministrativo. Non hanno voluto tener conto né della nostra richiesta di far venire il Segretario generale, né di far rispettare l’art. 28 del regolamento che prevede la designazione del candidato della minoranza (4 voti Severini, 2 voti D’Intino, 1 voto Costanza)». (agg. 07/11 ore 7.54) segue

«”INCIUCIO” LEGA-PD». «La maggioranza ha ritenuto opportuno votare il rivale storico del Pd, anche senza numeri. La votazione finale ha visto D’Intino prevalere con ben 9 voti (noi quattro più il 5 stelle abbiamo abbandonato l’aula per protesta) cioè con tutti i voti compatti della maggioranza di sinistra, all’interno della quale nessuno si è posto il problema di correttezza nei confronti della minoranza. Una vergogna, che calpesta le regole democratiche e i valori dei rispettivi elettorati. Porgo gli auguri e un in bocca al lupo al presidente D’Intino – conclude – invitandolo ad armarsi di tanta pazienza per gli atti che porteremo senza sconti in Commissione». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Alessio Coronas, il consigliere di apposizione di Fratelli D’Italia a Fiumicino che in una nota spiega i motivi per cui ieri ha abbandonato l’aula consigliare: «Ho abbandonato l’aula per rispetto dei cittadini e per amore della trasparenza e della libertà che da sempre animano il mio operato.  
La maggioranza di sinistra con a capo il Pd ha votato il rappresentante della Lega come presidente della commissione trasparenza senza rispettare le indicazioni della conferenza delle minoranze così come previsto dallo statuto comunale». «È l’ennesimo atto che certifica l’accordo-inciucio sottoscritto durante il ballottaggio tra la Lega a Fiumicino e il Pd di Montino. Il voto di tutti i gruppi di maggioranza al rappresentante della Lega per la presidenza della commissione trasparenza sono il sintomo del degrado e dell’assenza di qualsiasi forma di rispetto delle regole sia politiche che istituzionali». «L’alternativa a Montino e alla sua maggioranza ‘allargata’ passa tramite la mia opposizione, sempre chiara e coerente», conclude Coronas. (agg. 07/11 ore 8.30)

D’INTINO: «BASTA POLEMICHE, E’ IL MOMENTO DI METTERSI A LAVORO». Non si è fatta attendere la risposta del presidente della Commissione Trasparenza: «Ringrazio della fiducia accordatami, e svolgerò il mio ruolo con lo scrupolo e la necessaria pignoleria che la presidenza della Commissione trasparenza richiede»,   afferma una nota di Vincenzo D’intino.  «Purtroppo, prima del voto non è stato raggiunto l’accordo per una candidatura unica; essendo la Lega il primo partito dell’opposizione, quello che ha espresso il maggior numero di consensi elettorali, era doveroso che presentasse una propria candidatura. Va specificato che rispetto alle tre proposte presentate, una si è defilata dichiarando anzitempo, prima dell’eventuale dichiarazione di voto, di voler abbandonare l’aula. In tal modo risulta impossibile fare qualunque elucubrazione sul voto finale, visto che possibilità di diversificare il voto è stata artatamente eliminata. Con tutti i candidati in lizza si sarebbero potuti spacchettare i consensi, o addirittura tutti avrebbero potuto coalizzarsi sul nome che si è defilato. Così non è stato, non per volere di chi è rimasto, ma di chi se ne è andato. La maggioranza, peraltro, non aveva espresso alcuna indicazione, se non quella canonica che la presidenza sarebbe spettata a qualcuno dell’opposizione. Ora è il momento di mettersi al lavoro. Di polemiche questo Comune ne ha avute anche troppe. Una cosa è fare opposizione, altro è vedere fantasmi ovunque e, così facendo, impedire la normale attività politico-amministrativa, di maggioranza come di minoranza. Ringrazio ancora della fiducia e anche degli auguri di buon lavoro arrivati da più parti. Ora è il momento di passare ai fatti», conclude D’Intino. (agg. 07/11 ore 9)

ULTIME NEWS