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Crocifisso in aula consiliare e negli edifici comunali

Crocifisso in aula consiliare e negli edifici comunali

La mozione presentata dai consiglieri di Fratelli d'Italia.Cavaliere e Ardita: «Un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili»

LADISPOLI – Il comune esponga il Crocefisso nell’aula consiliare e negli edifici comunali. Mentre a Fiumicino è polemica sull’assenza del simbolo della cristianità e del cattolicesimo nelle scuole, con i momenti politici che si sono schierati a favore e contro la sua esposizione nelle classi e addirittura i consiglieri della Lega ne hanno donato alcuni al Comune affinché si provvedesse alla loro collocazione nelle classi mancanti, a Ladispoli a intervenire sull’argomento sono i consiglieri di Fratelli d’Italia Raffaele Cavaliere e Giovanni Ardita. (agg. 23/11 ore 9.09) segue

LE MOTIVAZIONI. Si parte dall’aula consiliare. Per i due consiglieri di centrodestra il più alto simbolo del cattolicesimo dovrebbe innanzitutto essere collocato nell’aula consiliare del comune. Da qui l’idea di presentare una mozione con la quale impegnare l’amministrazione Grando in questa ”rivoluzione”. I consiglieri nel testo ricordano come «l’Italia è uno Stato costituzionalmente laico, non essendo più il cattolicesimo religione di Stato dal 1985», ma nonostante questo «la religione cristiana, così come i suoi simboli, fa innegabilmente parte della storia e della tradizione italiana ed europea. Il crocefisso – si continua a leggere nella mozione – è presente in molte scuole ed anche in altri luoghi pubblici come i tribunali e gli ospedali e sintetizza i valori e i principi su cui poggia la cultura europea e la stessa civiltà occidentale». I due consiglieri fanno riferimento anche al parere del Consiglio di Stato del 2006 nel quale «lo stesso Consiglio ha affermato che ”in Italia, il crocifisso è atto ad esprimere, appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l’origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell’autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana”. Valori che come ricordano i consiglieri Cavaliere e Ardita hanno impregnato le tradizioni e il modo di vivere, della cultura del popolo italiano (basti pensare alle varie feste religiose che ogni anno vengono festeggiate in tutte le città italiane). (agg. 23/11 ore 9.40)

“SIMBOLO CHE ESPRIME I VALORI CIVILI”. Per Cavaliere e Ardita, dunque, il crocifisso va visto come «un simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili» fino a qui elencati. Nessuna legge, peraltro, ne impedisce l’esposizione. Anzi. A tal proposito i due consiglieri di Fratelli d’Italia ricordano come anche la Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dato il suo consenso affinché l’Italia potesse esporre il simbolo religioso nelle scuole. Simbolo che «non costituisce una ”violazione dei diritti umani”». E allora perché non esporre il crocifisso? E perché non iniziare proprio dall’aula consiliare e da tutti gli edifici pubblici di proprietà del Comune? Ora la mozione sarà sottoposta, ovviamente, all’attenzione del consiglio comunale che dovrà decidere sull’argomento. (Agg. 23/11 ore 10)

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