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''La cultura si semina e poi si raccoglie''

''La cultura si semina e poi si raccoglie''

Lo dice l’assessora Battafarano alla chiusura di Cerveteri Film Festival. Piena soddisfazione del direttore artistico Boris Sollazzo   

di TONI MORETTI

CERVETERI – Chiuso il festival del cinema. È tempo di bilanci. Tentare di declinare un evento senza dubbio impegnativo  proposto in una città di quarantamila abitanti culla di una cultura ultramillenaria i cui trascorsi storici l’anno vista protagonista di avvenimenti straordinari che hanno senza dubbio lasciato una traccia nel suo Dna, che le  hanno permesso di evolversi in modo tale che le sue bellezze e le tante espressioni d’arte ereditate, nonostante maltrattate, per lunghi periodi mal custodite e da sempre saccheggiate da occulti o rimasti complicemente tali, “operatori culturali” di un illecito profitto, le hanno permesso di entrare a far parte di ciò che l’Unesco ha voluto fosse  Patrimonio dell’Umanità. L’identità culturale di Cerveteri  appare ad oggi un po’ sommersa, chiusa in quegli stereotipi contadini che hanno fatto da padroni per tanti, troppi anni. Che hanno privilegiato quella semplicità che deriva dalla terra coronata da quella saggezza del vivere minimale che l’ha resa succube ai potenti molto spesso insigniti da diritti divini, vassalli ai loro voleri e chiusa a nuove aperrture, acritica alla valorizzazione in proprio del bello che aveva intorno. Un merito a prescindere dalle contaminazioni che nel corso del tempo il progetto ha avuto e della qualità di interpreti non adeguati, al sindaco visionario va concesso: quello di essere riuscito ad intercettare un desiderio profondo della sua Cerveteri. Quello di essere certo di quel rigurgito di desiderio imposto dal suo Dna di contaminarsi con una cultura vista da una diversa prospettiva di quella dettata o imposta  ma sperimentata e scoperta ed elaborata in proprio, bisogna concederlo e del coraggio di insistere correndo anche dei rischi, bisogna dargli atto. Il Cerveteri Film Festival, è stato uno di questi azzardi. Non avevamo dubbi che il sindaco Alessio Pascucci, interpellato ed invitato ad esprimere delle considerazioni su un Film Festival che non  è stato un trionfo di partecipazione sia del pubblico nostrano che di quello che in genere questi eventi devono attrarre dalle zone vicine.  «Con offerte culturali di questo tipo – dice Pascucci – bisogna insistere  offrendo sempre il meglio, come d’altronde si è fatto anche quest’anno, e cercando di diventare sempre più punto di attrazione di artisti eccezionali sia nel campo della recitazione che della regia. Questa edizione ha ospitato un concorso internazionale di cortometraggi veramente eccezionali e sono sicuro che ciò che l’arte vuole esprimere  con queste realizzazioni sarà sempre di più assimilato e capito. La cultura d’altronde è vivere e comprendere la vita in tutte le sue espressioni e non è una cosa facile da realizzare». (agg. 28/11 ore 9.30) segue

SODDISFATTO L’ASSESSORE BATTAFARANO. Chi si reputa poi pienamente soddisfatta della rassegna appena terminata è l’assessora alla Cultura Federica Battafarano la quale dice che la cultura si semina e poi si raccoglie e che questa rassegna, la lascia pienamente soddisfatta.  Ammette che comunque può essere stata penalizzata dal periodo nel quale si è realizzata, dovuto al fatto che la comunicazione della concessione del contributo per la sua realizzazione è arrivata in un periodo che non permetteva di programmarla magari in estate o al massimo a settembre. Non nega che avendo disposto che le proiezioni avvenissero in due sale, quella del Granarone e quella del cinema Moderno possa avere influito su qualche serata ma la qualità degli ospiti e dei partecipanti al concorso dei corti e l’emozione provata la sera in cui è stato concesso il premio a Giuliano Gemma  al quale questa edizione è stata dedicata, la rende molto soddisfatta ed appagata. Un ringraziamento particolare va comunque a Boris Sollazzo e alla sua equipe per l’alta professionalità ancora dimostrata. (Agg. 28/11 ore 10)

SODDISFATTO IL DIRETTORE ARTISTICO. Grande è la soddisfazione anche del direttore artistico Boris Sollazzo che fa proprio il concetto della Battafarano che la cultura «Prima si semina e poi si raccoglie». «Sulla base della mia esperienza – dice – insisteremo spostando la futura edizione d’estate e riconquistando la “Banditaccia” che è l’elemento identitario di Cerveteri rimanendo della convinzione che non è stato poco che degli autori stranieri abbiano scelto Cerveteri per portare le loro opere in concorso. La mia soddisfazione è piena e dunque grazie alla gente Cerveterana». (agg. 28/11 ore 10.30)

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