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Spento il segnale wi-fi all’Istituto G. Cena

Spento il segnale wi-fi all’Istituto G. Cena

IL CASO. Si è provveduto in esecuzione di un’ordinanza cautelare del Tribunale ordinario di Roma. Dalle 8 alle 13,30 interrotto anche il servizio di registro elettronico utilizzato dal personale scolastico e dalle famiglie. Tutte le altre attività didattiche online potranno essere svolte dai docenti esclusivamente dalle 14 alle 16,30   

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI –  «Si comunica che, in esecuzione di ordinanza cautelare del Tribunale ordinario di Roma del 13/11/2018, a partire dal giorno 26 novembre 2018 si è provveduto allo spegnimento del segnale wi-fi in questo edificio scolastico dalle ore 8 alle ore 13,30. Conseguentemente, a partire dalla medesima data, viene interrotto il servizio di Registro Elettronico utilizzato dal personale scolastico e dalle famiglie. Tutte le altre attività didattiche online svolte all’interno delle classi attraverso lavagne LIM, i tablet e i PC del laboratorio informatico potranno essere svolti dai docenti esclusivamente dalle ore 14 alle ore 16,30. I docenti saranno forniti al più presto di registri personali cartacei, tenuto conto dei tempi necessari allo svolgimento dell’attività negoziale per acquistarli. Si confida nella collaborazione di tutto il personale e delle famiglie». Questa la comunicazione sintetica apparsa sul sito dell’Istituto G. Cena per informare sullo spegnimento da lunedì scorso del segnale wi-fi e l’interruzione dei servizi online collegati in esecuzione dell’ordinanza cautelare del Tribunale di Roma. Un istituto con circa 900 alunni che all’improvviso piomba nella paralisi generando sconcerto e preoccupazione nelle famiglie. Per adeguarsi l’Istituto dovrà seguire un iter che sarà lungo. (agg. 28/11 ore 9.45) segue

IL PARERE DEI GENITORI. Il rischio, dicono alcuni genitori, è che quest’anno si possa bloccare la didattica e l’apprendimento dei ragazzi: ricerche su Google, approfondimenti scientifici e storici, i lavori di educazione tecnica per la costruzione dei siti, dei loghi e quant’altro. Insomma un lavoro immane programmato in rete in questo istituto, ritenuto un fiore all’occhiello di Cerveteri per come era all’avanguardia. Adesso è calato il buio. Altri genitori si chiedono perché il minore, i cui genitori hanno ottenuto legittimamente il provvedimento giudiziale,  se aveva dei problemi  non è stato iscritto per esempio al plesso di Due Casette dove non c’è la rete wi-fi. 
Nessun particolare, invece, emerge circa la motivazione che ha portato il giudice a questa decretazione. Sembrerebbe che il provvedimento sia scaturito a seguito di  una richiesta dei genitori di una bambina che frequenta questo istituto. 

Il wi-fi, la tecnologia che permette di essere connessi senza fili, deve entrare nelle scuole o è un pericolo per la salute ci si chiede da tempo. Rappresenta uno dei temi più caldi, dopo l’allarme lanciato già dal 2011 da una ricerca di un’agenzia dell’Organizzazione mondiale della sanità sui possibili  rischi alla salute di una prolungata esposizione ai campi elettromagnetici. Da più parti si invita a evitare queste tecnologie nelle scuole per proteggere i più piccoli e di sostituirle con le reti cablate. (agg. 28/11 ore 10.30)

LO STUDIO. L’anno scorso anche Fiorenzo Marinelli, un ricercatore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Bologna, che sta conducendo uno studio ad hoc sull’impatto biologico di questa tecnologia, ha dichiarato all’Adnkronos che l’wi-fi  «è un sistema invadente perché trasmette su una banda larga. E ha effetti accertati sul funzionamento delle cellule. Abbiamo i primi risultati di colture cellulari realizzate in scuole e luoghi pubblici in cui è presente una connessione wireless. E gli effetti ci sono. Meglio, quindi, puntare sulla precauzione – suggerisce –  A mio avviso – conclude – questa tecnologia, considerando i rischi, è inutile. Abbiamo cablato tutta la terra, usiamo questa infrastruttura. Il wi-fi è inutile perché tutto può essere cablato. Anche a scuola ogni banco potrebbe avere il suo cavetto. Riducendo i rischi senza rinunciare a Internet».
La palla passa ora alla politica e ci si chiede come si interfaccerà a livello anche nazionale e internazionale sulla questione viste le pressioni delle società multinazionali di telecomunicazioni che hanno idea di creare una copertura planetaria con queste tecnologie.  (agg. 28/11 ore 11)

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