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Acqua, dalla Pisana incontro posticipato: pronti alla mobilitazione

Acqua, dalla Pisana incontro posticipato: pronti alla mobilitazione

Le commissioni regionali si incontreranno il 3 dicembre per decidere sulla moratoria chiesta dai comuni. In quella data scade l'ultimatum dell'assessore Alessandri. Il consigliere delegato al servizio idrico Filippo Moretti: "Invitiamo tutti i cittadini a manifestare il proprio disappunto lunedì sotto la Regione"

LADISPOLI – Mentre il Parlmento continua a incontrare le varie realtà italiane per mettere a punto la nuova legge sull’acqua pubblica, alla Regione si procede di rinvio a rinvio. Tanto che ora si rischia di vanificare il duro lavoro effettuato dalle varie amministrazioni comunali che ad oggi non hanno ancora ceduto il servizio idrico all’Ato di competenza. L’incontro di oggi in Commissione Tutela del Territorio e Agricoltura e Ambiente non ci sarà. Incontro voluto proprio dalle due Commissioni che già la settimana scorsa si sarebbero potute pronunciare sul documento messo a punto dalle amministrazioni comunali, con Ladispoli capofila di questa battaglia. In quell’occasione alcuni rappresentanti della Commissione hanno infatti chiesto un rinvio della seduta per apportare qualche modifica al documento, senza andarne ad intaccare il cuore (come la richiesta della moratoria e l’istituzione di un tavolo tecnico regionale tra amministrazioni comunali e Pisana) del documento stesso. E l’appuntamento era stato rinviato proprio a questo pomeriggio. Ma nel giro di poche ore ai Comuni interessati sono giunte ben due nuove date. Nella prima, la Regione aveva posticipato tutto a domani. A stretta posta di giro un’altra comunicazione: tutto rinviato a lunedì mattina. Il 3 dicembre per l’apppunto. Giorno in cui l’ultimatum inviato dall’assessore ai Lavori Pubblici della Pisana, Mauro Alessandri, scadrà. L’Assessore nella lettera inviata alle amministrazioni comunali ad ottobre scorso aveva esplicitamente affermato che o i Comuni procedevano da soli a entrare nell’Ato di pertinenza oppure sarebbero stati commissariati. Il tutto entro il 3 dicembre prossimo. Una vera e propria corsa contro il tempo con le amministrazioni comunali e vari schieramenti politici pronti alla battaglia e alla mobilitazione per contrastare questa decisione. Tra questi anche diversi esponenti del Partito democratico non solo locale (che aveva subito bacchettato l’assessore Alessandri per la comunicazione inviata al sindaco Grando) ma anche, come Minnucci e Tidei (come ricordato durante lo scorso consiglio comunale dal primo cittadino ladispolano) avevano chiaramente espresso la loro vicinanza alle amministrazioni comunali che ad oggi si stanno ancora battendo per non cedere il servizio idrico all’Ato. Battaglia, quelle delle amministrazioni comunali che peraltro erano state condivise anche dalle Commissioni regionali che lo scorso 20 ottobre all’unanimità avevano espresso parere favorevole alla presentazione di un documento con la richiesta di moratoria alla Giunta comunale che i consiglieri avrebbero dovuto approvare già lo scorso 20 novembre, avendo avuto svariate settimane di tempo per leggerlo e confrontarsi con gli enti comunali per qualche eventuale modifica. Un rinvio dietro l’altro che ora rischiano di mettere a rischio il lavoro svolto dagli amministratori locali con un appuntamento posticipato ancora al 3 dicembre  (peraltro dopo le elezioni del segretario regionale del Pd). Situazione che ora l’amministrazione ladispolana non intende accettare: “E’ inammissibile – ha tuonato il consigliere delegato al servizio idrico Filippo Moretti – Una risoluzione che dai comuni per il tramite della Commissione deve arrivare sul tavolo della Giunta regionale non può essere posticipata fino al giorno della scadenza. Questo vuol dire non tenere conto delle esigenze del territorio”. E per lunedì ora l’amministrazione punta alla mobilitazione collettiva: “Invitiamo tutti i cittadini a presentarsi sotto la Regione per far sentire la loro voce”. Un vero e proprio “schiaffo” che arriva all’indomani, peraltro, dell’audizione informale alla Commissione VIII della Camera dei Deputati, dove il sindaco Grando ha illustrato un’analisi dettagliata della situazione relativa al servizio idrico toccando punto dopo punto ogni singolo aspetto della nuova legge che il Governo si appresta ad approvare. Analisi all’interno della quale sono stati illustrati passo dopo passo tutti i benefici e punti di forza del ”sistema in house”. E ad apprezzare l’illustrazione sono stati tutti i componenti della Commissione che hanno elogiato il lavoro svolto dall’amministrazione comunale ladispolana: “Ladispoli – hanno detto – ha dimostrato di voler proseguire la sua gestione in house”. Situazione di cui sicuramente si terrà conto nel testo legislativo. (agg. 29/11 ore 10.16) segue

ALESSANDRI: “I COMUNI RISPONDANO ENTRO IL 3 DICEMBRE”. E dopo lo slittamento dell’audizione delle Commissioni Tutela del Territorio e Agricoltura Ambiente arriva la nuova comunicazione da parte dell’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, Mauro Alessandri che torna a chiedere ai Comuni di rispondere su cosa intendono fare (se procedere o meno al passaggio all’Ato) entro e non oltre il 3 dicembre. 

“Nel mese di novembre, attraverso una nota a mia firma, ho ricordato ai sindaci dei comuni che ancora non avevano aderito all’Autorità d’ambito per la gestione del servizio idrico integrato, l’avvenuta scadenza dei termini e il protarsi dell’attesa fino al 3 dicembre. Tempo utile per le ultime valutazioni e per procedere all’eventuale esercizio dei poteri sostitutivi. La necessità di definire questa tematica è stata confermata, lo scorso 13 novembre, dal Ministero dell’Ambiente, con una nota a firma del direttore generale dottoressa Gaia Checcucci, nella quale si imponeva alla Regione Lazio di relazionare, entro il 15 dicembre, sullo stato dell’arte del riordino del sistema idrico integrato e sulle ragioni dell’eventuale mancato esercizio dei poteri sostitutivi”. Lo dichiara in una nota Mauro Alessandri, assessore ai Lavori Pubblici, Tutela del Territorio e Mobilità della Regione Lazio. 
“È giusto ricordare che, già nel 2015, le prime azioni in tal senso da parte della Regione furono impugnate dai comuni davanti al Tar del Lazio. La sentenza, confermata anche dal Consiglio di Stato, – prosegue Alessandri – ha ribadito la correttezza degli atti predisposti dalla Regione Lazio. Nel maggio del 2018 sempre la Regione Lazio ha avviato l’iter di definizione della legge di riordino, prevedendo pieno coinvolgimento degli enti locali attraverso l’attivazione di un tavolo istituzionale, con la possibilità da parte dei comuni di presentare osservazioni. Con una delibera del 20 novembre è stata inoltre prorogata la scadenza dei lavori del tavolo istituzionale, al fine di favorire la massima democraticità del processo. Oggi però questo atto è necessario e non più rimandabile. Invito dunque i sindaci a rispondere comunque entro la data del 3 dicembre, con l’adesione o con i circostanziati motivi per cui non intendono aderire, in modo tale da poter acquisire la loro posizione e, nei giorni immediatamente successivi, procedere con le giuste valutazioni. È nostro obiettivo che queste valutazioni si chiudano entro il 15 dicembre in modo da poter relazionare compiutamente al ministero”. (agg. 29/11 ore 18.00)

GRANDO: “INVIEREMO NUOVAMENTE LE NOSTRE OSSERVAZIONI”. A commentare il nuovo “ultimatum” dell’assessore regionale è il sindaco Alessandro Grando. “Abbiamo già inviato giorni fa le osservazioni richieste spiegando i motivi per i quali non intendiamo procedere al passaggio ad Acea Ato2. Torneremo a farlo domani con la speranza che quella dell’Assessore sia un’apertura nei confronti delle amministrazioni comunali interessate dalle vicenda e delle istanze presentate. (agg. 29/11 ore 18.30)

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