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Congresso PD: amici di Astorre sicuri di vincere

Congresso PD: amici di Astorre sicuri di vincere

Domani le primarie per l’elezione diretta del segretario regionale del partito. Fibrillazione al circolo cittadino di Viale Manzoni designato sede di voto    

di TONI MORETTI

CERVETERI – L’attesa che creano nel mondo politico cittadino la celebrazione delle elezioni primarie per l’elezione diretta del segretario regionale del Partito Democratico, sia pure volute  sottotono, probabilmente perché in questo paese non si riesce a vedere con chiarezza cosa il partito cerca o meglio cosa e chi propone e perché,  ha creato una certa fibrillazione e dei silenzi innaturali in altri periodi nei quali si doveva andare incontro a simili appuntamenti. Le elezioni primarie per decretare chi sarà il capo del partito nella regione e chi lo riorganizzerà dettandone la linea politica, visto il momento politico non favorevole a chi accenna in qualche modo a poggiare lo sguardo a sinistra, e il partito democratico non può astenersi dal farlo, rende l’esercizio particolarmente difficile, soprattutto se si pensa la situazione che sta attraversando tutto ciò che della sinistra è r5imasto, pezzi ormai travisati di ideologia tradita, messa in discussione da comportamenti  asserviti a tutto ciò che di sinistra non era, e non è mai stato. La trasformazione, il recupero della gente disorientata, il nuovo, è affidato all’ossatura che fù democristiana, a quella sua vecchia seconda linea che ha fondato e fatto suo il PD grazie al sogno promesso di portare la sinistra in “Paradiso”.  Ecco allora che il nuovo è rappresentato dal senatore Astorre, candidato più quotato alla segreteria regionale che si può giurare, se spifferi e correnti non indicheranno nuove strade, sosterrà il recupero in atto operato  e già messo in moto da Nicola Zingaretti a livello nazionale il quale userà come salvagente o paracadute a seconda del bisogno l’Italia dei sindaci di Pizzarotti, pentastellato pentito e Pascucci suo grande amico.  La vecchia linea di Astorre a Cerveteri formata da quei “fenomeni” che dal tavolino di un bar al centro sono in grado di affrontare e dare soluzioni a tutti i problemi, siano essi di calcio o di politica economica e sociale ma che sono stati ancor più bravi a prendere a man bassa dalla politica, sono tutti pronti a partire e transumare le greggi. All’esercizio si è aggregato anche da poco il vice sindaco Zito entrato nella squadra di Leodori alla regione al quale l’ottimo tutor veterano, Riccardo Ferri, attualmente assessore, noto per essere riuscito con il rinnovo di incarichi fiduciari a costruirsi una carriera stabile e duratura negli uffici regionali come uno che in genere fa concorsi e li vince, che senz’altro non gli farà commettere passi falsi. Loro sono uniti ormai nell’immunità  di quelli che “tengono famiglia”  Ma tutta questa gente è sicura che le greggi ci sono ancora? Tengono conto del rigurgito diffuso di dignità che ha ormai conquistato molti e che hanno preferito, dandone prova nefasta di votare comunque il Matteo sbagliato, non che l’altro fosse quello giusto? Comunque domani anche al circolo cittadino in Viale Manzoni la gente del Pd con due euro dirà la sua. Come si è già detto, con due euro, chi simpatizza per il Partito Democratico, chi ne ha a cuore la sua sorte. Chi crede in un recupero di credibilità e viceversa chi crede nella sua fine, può votare per qualcuno o contro qualcuno, tra Astorre, Alemanni e Mancini.

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