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«Passaggio ad Acea, per ora abbiamo schivato l'iceberg»

«Passaggio ad Acea, per ora abbiamo schivato l'iceberg»

Ieri una delegazione dei Comuni che non hanno ancora effettuato il passaggio del servizio idrico all'Ato di competenza hanno incontrato l'assessore ai Lavori Pubblici della Regione Mauro Alessandri.   

LADISPOLI – La gestione in house del servizio idrico è salvo. Almeno per ora. La Regione non procederà al commissariamento trascorso il 3 dicembre. Questo quanto emerso dall’incontro di ieri in Regione tra una delegazione dei Comuni che ad oggi non hanno ancora ceduto il servizio idrico all’Ato di pertinenza e l’assessore ai Lavori Pubblici della Pisana, Mauro Alessandri. (agg. 01/12 ore 7.40) segue

ACQUA, SI PUNTA A SENSIBILIZZARE IL GOVERNO. «La Regione Lazio, che ha ricevuto a sua volta una richiesta da parte del Ministero dell’Ambiente di relazionare entro il 15 dicembre sullo stato di attuazione del servizio idrico nell’intera Regione, per ora si ”limiterà” a recepire le osservazioni dei Comuni che non intendono aderire e ad inoltrarle al Ministero nell’ambito della rendicontazione richiesta». Annuncio che però non fa cessare il ”pericolo” ma lo rimanda, almeno fino al prossimo anno. Tanto che da palazzo Falcone non si esclude ora la possibilità di andare a sensibilizzare sull’argomento direttamente il Ministero competente. Se è infatti vero che, al momento la nuova legge sull’acqua pubblica prevede delle ”eccezioni” per la gestione in house, come ad esempio i comuni montani sotto i 5mila abitanti, e Ladispoli non è certamente una di queste realtà; è anche vero che proprio in questi giorni alla Commissione VIII della Camera dei Deputati si stanno svolgendo delle audizioni informali con i vari rappresentanti istituzionali a più livelli delle varie realtà italiane. E tra queste, pochi giorni fa, c’era anche Ladispoli, che ha spiegato ai membri della Commissione, con una relazione molto dettagliata, i motivi per i quali la città non intende cedere il servizio idrico cittadino all’Ato di pertinenza, chiedendo dunque che realtà come la sua, possano essere tenute in considerazione all’atto del perfezionamento della legge stessa. (Agg. 01/12 ore 8)

IL COMMENTO DI GRANDO. Mentre dunque da palazzo Falcone, nelle prossime settimane si continuerà a lavorare per cercare di sensibilizzare anche il Ministero su questa vicenda, auspicando che non si proceda, una volta recepite le osservazioni inviate dalla Regione, al Commissariamento dei Comuni che ancora gestiscono in house il servizio, almeno fino all’approvazione della nuova legge; il sindaco Grando ha voluto ringraziare tutti gli esponenti politici locali e non che in questi mesi si sono rimboccati le maniche su questa vicenda: «Lega, Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia. A Ladispoli tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione, tranne rare eccezioni, si sono dati da fare per trovare una soluzione. A loro va il mio personale ringraziamento e quello di tutta la città, nonché il plauso per aver messo da parte l’appartenenza politica per risolvere un problema comune. Un ringraziamento particolare lo rivolgo inoltre alla Consigliera regionale Roberta Angelilli, da sempre schierata al nostro fianco in questa battaglia, al Consigliere regionale Emiliano Minnucci che si è speso in prima persona per trovare una soluzione e all’Assessore Mauro Alessandri che si è dimostrato una persona seria e responsabile. Continueremo a seguire con molta attenzione l’iter della nuova legge sull’acqua pubblica allo studio dell’VIII Commissione della Camera dei Deputati, alla quale abbiamo chiesto di prevedere nel nuovo testo la salvaguardia delle gestioni virtuose del servizio idrico integrato come quella di Ladispoli».(Agg. 01/12 ore 8.30)

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