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Zenith, barricate dei cittadini

Zenith, barricate dei cittadini

Fiumicino. Manifestazione contro lo sgombero. La protesta: "Era l’unico stabilimento con la passerlla per i disabili"

FIUMICINO – “L’unica concessione illegale è quella del porto“. I cittadini di Fiumicino sono scesi in spiaggia contro lo sgombero dello Zenith, noto chiosco del lungomare della Salute, divenuto con tempo un punto di riferimento della comunità non solo per la movida, ma anche per l’impegno nel sociale.
Lo Zenith, infatti, era l’unico stabilimento balneare della zona con annessa passerella per i disabili. Un corridoio grazie al quale anche chi era costretto in sedia rotelle poteva “tuffarsi” in acqua trovando ristoro dalla calura estiva.(agg. 06/12 ore 9.31) segue

LA PROTESTA. Era, perché anche la passerella è stata rimossa. E tutto, a detta dei gestori dello stabilimento, senza preavviso. I residenti non ci stanno, e così hanno dimostrato il loro dissenso scendendo in strada, o meglio, in spiaggia, manifestando solidarietà ai proprietari.
A decine si sono radunati sul lungomare della Salute, nonostante il freddo, lasciando una scritta: “L’unica concessione illegale illegale è quella del porto”. Deluso dall’atteggiamento delle Istituzioni Davide, il proprietario: “Non sono stato trattato come gli altri. 
Il Comune mi aveva ricollocato su una duna a Focene che, per legge, non può essere spianata”. (agg. 06/12 ore 10)

LA RICHIESTA. “Credo che dopo vent’anni di lavoro serio, anche al servizio della comunità, non merito un trattamento del genere. Ho mantenuto una spiaggia sempre pulita, sono l’unico ad avere un vallo per mantenere pulita la costa. Era un punto di riferimento per i fiumicinesi. Ho fatto delle stagioni musicali dove il Comune di Fiumicino mi ha anche patrocinato (nel 2014) quando secondo loro ero già abusivo“. “Io e tutti quelli che lavorano allo Zenith, credo, dovremmo meritare qualcosa di più”, prosegue Davide. Poi, l’appello al Comune: “Chiediamo di essere ricollocati e che ci venga data la possibilità di un lavoro. Anche da un’altra parte, ma che ci sia data la possibilità di ricominciare una vita.
 A 50 anni mi ritrovo in mezzo alla strada dal giorno alla notte”.
E conclude: “Il comportamento del Comune non è stato elegante. Possono avvalersi di tutte le ragioni del mondo, ma mi hanno trattato come un delinquente. Noi vorremmo riavere quello che ci è stato tolto: un lavoro e la dignità“. (agg. 06/12 ore 10.30)

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