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Suor Alma commuove i ragazzi del Galilei

di CAROLA MILANA 

CIVITAVECCHIA – Studenti e professori commossi durante l’incontro con Suor Alma, proveniente da Casa Rosalba, una Casa famiglia in Albania che i ragazzi del Galilei e del Calamatta hanno visitato nello scambio culturale. «L’obiettivo – ha dichiarato il parlamentare Alessandro Battilocchio – è stabilire una collaborazione tra il Liceo Galilei ed il Liceo di Tirana». L’evento non ha rappresentato la chiusura del progetto, ma ha voluto rendere partecipi tutti gli altri studenti; un progetto che continuerà anche con la visita dei ragazzi albanesi in Italia. Nella settimana di permanenza in Albania gli studenti hanno scoperto e vissuto esperienze forti, con la visita alla casa famiglia che ha fatto riflettere tutti i partecipanti. (agg. 05/12 ore 11.01) segue

CASA ROSALBA. «Nessuno pensa a cosa significhi stare li dentro – hanno spiegato due studentesse – e nonostante abbiano delle storie molto pesanti, stanno meglio di noi, che abbiamo tutto. Dobbiamo aprire gli occhi e guardare cosa c’è intorno a noi». Casa Rosalba è una realtà che si è fatta da sola, non percepisce alcun sostegno dallo Stato, è stata aperta nel 2015 «per curare e prevenire un popolo spogliato dalla propria dignità, dopo i cinquant’anni di Comunismo» ha affermato suor Alma. (agg. 05/12 ore 11.30)

LE PAROLE DI SUOR ALMA. Nel suo intervento la suora ha dedicato ai ragazzi delle bellissime parole per far capire loro quanta importanza ha avuto “mettersi in cammino” e dedicare del tempo a quelle ragazze che a loro volta si sono aperte e hanno donato agli studenti il coraggio delle proprie storie, «che – come ha dichiarato la preside Zeno – hanno apportato ricchezza. Nella casa famiglia tutti e venti i ragazzi sono stati protagonisti dei racconti di esperienze di ragazze della loro stessa età, con un passato che non avrebbero mai dovuto conoscere. Queste erano ragazze escluse da ogni tipo di vita sociale; abitavano lontane dai centri e dalle proprie scuole, non avevano la possibilità che qualcuno le accompagnasse o le facesse trovare un pasto caldo al loro ritorno. Erano ragazze sole e costrette a scendere in strada pur di mangiare, ragazze con un passato di abusi, orfane. Vengono da ogni parte del paese e lasciate li dai servizi sociali». Nella casa famiglia conducono finalmente una vita normale, studiano, hanno tutto il supporto psicologico e morale di cui hanno bisogno. Le Suore che gestiscono il posto si impegnano quotidianamente in gesti semplici per farle sentire a casa e parte di una famiglia, “per dar loro una nuova alba”, questo è l’obiettivo di Casa Rosalba. (Agg. 05/12 ore 12)

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