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Errori giudiziari: ventisettemila persone finite in carcere ingiustamente

Errori giudiziari: ventisettemila persone finite in carcere ingiustamente

Dagli anni ‘90 ad oggi le ingiuste detenzioni sono tante quante lo stadio olimpico di Torino pieno. Il dato allarmante è emerso nel corso dell’importante convegno organizzato dalla Camera penale di Civitavecchia Urge un confronto più serrato tra magistratura e avvocatura. Preoccupa l’eventuale abolizione della prescrizione che rischia di peggiorare la situazione  

CIVITAVECCHIA -Ventisettemila errori giudiziari dagli anni novanta ad oggi. Tanti quanti lo stadio Olimpico di Torino pieno. Errori che hanno portato ad ingiuste detenzioni e sui quali la Magistratura e l’Avvocatura hanno il dovere di riflettere insieme avviando una più forte comunicazione. Un confronto più frequente, perché diritto e giustizia devono andare in un’unica direzione che ha come unico obiettivo la tutela dei diritti costituzionalmente garantiti. 

È quanto emerso nel corso dell’importante convegno organizzato dalla Camera penale di Civitavecchia presieduta dall’avvocato Andrea Miroli (moderatore del convegno) in collaborazione con la scuola di alta formazione, Corso per i difensori d’ufficio, coordinata dagli avvocati Paolo Pirani e Remigio Sicilia, rispettivamente della Camera penale di Civitavecchia e Viterbo. L’appuntamento, svoltosi presso un’affollatissima sala meeting dell’Hotel San Giorgio di Civitavecchia, ha raccolto l’interesse sia di avvocati sia di non addetti ai lavori, gettando le basi per una nuova metodologia volta a superare i dati allarmanti sul tema dell’errore giudiziario.(agg. 08/12 ore 8.30) segue

GLI INTERVENTI. Non ha potuto prendere parte al convegno, Giandomenico Caiazza presidente dell’Ucpi, Unione delle Camere penali italiane, trattenuto a Roma per l’importante impegno organiz- zato proprio dall’organismo. Al suo posto sono intervenuti il past president Beniamino Migliucci e il presidente della Camera penale di Roma Cesare Placanica. Il loro è stato un intervento molto importante: oltre che un resoconto sulla manifestazione di Roma e sul tema stretto degli errori giudiziari, si è infatti dato ampio spazio a quella che è la tutela del diritto da parte degli avvocati per tutte le riforme e gli emendamenti che vogliono attuare dal Governo.

Momenti di alta commozione durante l’intervento della compagna di Enzo Tortora, l’onorevole Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione internazionale per la giustizia Enzo Tortora. La donna ha letto una lettera del libro che Tortora le aveva mandato e si è particolarmente emozionata. Il suo discorso ha ripercorso la vicenda che ha travolto il noto conduttore televisivo, interessando anche tanti giovani, avvocati e non, presenti in sala. Giovani che hanno dimostrato di conoscere la vicenda Tortora, anche se accaduta quando probabilmente neanche erano nati.

I numeri allarmanti sono stati il fulcro dell’intervento dei due giornalisti, Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone, di errorigiudiziari.com, primo archivio on line di errori giudiziari e ingiuste detenzioni, dal quale è stato creato anche il programma Rai ‘Sono innocente’. Dal dopo Tortora in poi il dato è sconcertante. Di certo il caso Tortora ha sicuramente illuminato e sensibilizzato la coscienza degli avvocati e se anche rappresenta il caso più popolare, da quella vicenda ad oggi di errori giudiziari che hanno comportato una ingiusta detenzione ce ne sono stati troppi. E la cosa veramente preoccupante ed allarmante è che un’eventuale abolizione della prescrizione allungherebbe i tempi del giudizio in eterno: pertanto una persona potrebbe anche avere non diritto di vedere il successo dell’errore giudiziario. Un palese paradosso. Il rischio evidenziato è che si sta percorrendo una strada che porta all’abolizione della prescrizione che sostanzialmente non tutela il cittadino ma rischia di renderlo indagato e imputato a vita. Si rischia cioè di avere una indagine che non termina mai. Una eventualità che cozza contro quel sistema che vorrebbe invece distruggere l’errore giudiziario e tutelare il diritto della persona.

La vicenda Gulotta ha impressionato la platea. Un vero e proprio caso limite raccontato dal diretto interessato. Più che vittima di un errore giudiziario, Giuseppe Gulotta è stato vittima di una intera vicenda giudiziaria, in quanto frutto di un errore generato da una confessione indotta con una vera e propria violenza che fu fatta nei suoi confronti ed interamente documentata. Certamente il più alto ed eclatante caso di errore giudiziario, con la vittima che ha avuto giustizia dopo ben 22 anni dalla  condanna all’ergastolo e quindi dalla detenzione. Gulotta ha trasmesso durante il suo racconto una grande forza. Sia lui che la moglie, presente in sala, hanno vissuto un dramma lunghissimo, la donna dall’esterno e lui dall’interno: un errore giudiziario che ha condizionato la vita di entrambi. (agg. 08/12 ore 9.30)

L’INTERVENTO DEL PROCURATORE DELAHYE.La sintesi generale sul tema è emersa nell’intervento del procuratore Delahye. L’avvocato Enrico Delahaye, che fino a dicembre 2016 era procuratore generale di Corte di Cassazione, ha parlato della sua visione di ex procuratore, mettendo in luce e in risalto aneddoti di quando era magistrato di sorveglianza e procuratore generale, anche nell’ottica di quello che è un sistema di giustizia che dovrebbe avere un confronto tra tutti gli operatori: magistrati e avvocati, perché il diritto non è della magistratura o dell’avvocatura, ma diritto e giustizia dovrebbero appunto andare in un’unica comune direzione che è quella di tutelare il diritto e applicare la norma, ma sempre a tutela di diritti costituzionalmente garantiti. E la categoria degli avvocati deve essere il baluardo della tutela della difesa dei diritti costituzionalmente garantiti.

La conclusione del procuratore ha dato un segnale forte nel dire che sicuramente il dialogo e il confronto sono l’unico modo per poter superare l’errore, fermo restando che là dove il confronto non dovesse esserci è chiaro che necessariamente bisogna fare un’operazione di assoluta coscienza e di difesa di questi diritti. (agg. 08/12 ore 10)

 

 

 

 

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