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Tumore polmonare, conoscere il big killer

Tumore polmonare, conoscere il big killer

Il radiologo della Asl Roma 4 spiega come riconoscere i sintomi e quali siano le metodologie utilizzate per la prevenzione. Zaccagnino: «Negli ultimi anni ha visto un notevole incremento ma le tecniche di diagnosi stanno avanzando»

CIVITAVECCHIA – «Il tumore al polmone negli ultimi anni ha visto un notevole incremento e viene considerato il big killer». Lo spiega il radiologo della Asl Roma 4 Pietro Zaccagnino. Si tratta di una malattia che non esisteva in passato ed è nata con il tabagismo. L’incidenza è in forte aumento nei paesi detti industrializzati. «Rappresenta – ha continuato il medico – la prima causa di morte di tumori per il sesso maschile e la terza per quello femminile. Colpisce prevalentemente tra 50 60 anni e la causa primaria 85% fumo di sigaretta».(agg. 08/12 ore 10.39) segue

IL TUMORE. Il tumore polmonare può essere a piccole cellule o non. Quello non a piccole cellule è il più comune, è tra questi l’Adenocarcinoma, Tra le varie cause al secondo posto troviamo le emissioni atmosferiche, o l’inquinamento, dovuto ad esempio alle «centrali termoelettriche o alle macchine. Alcuni metalli pesanti quali nichel, cadmio e piombo mischiati nell’aria possono attaccare gli alveoli polmonari e determinare la comparsa di questo tumore. Un altro ruolo importante – ha spiegato Zaccagnino – è rappresentato dal radon è un gas naturale che si sviluppa nei terreni ricchi di tufo, in Italia abbiamo un’elevata concentrazione di radon nelle zone che presentano una elevata attività vulcanica. C’è anche una bassa percentuale data da alcune sindromi genetiche». Viene considerato un big killer perché generalmente la diagnosi viene fatta quanto il tumore è ad uno stadio avanzato. I sintomi che bisogna tenere sotto controllo sono ad esempio tosse che non scompare dopo le normali cure del medico, respiro corto, sangue nella saliva o astenia (stanchezza immotivata).(Agg. 08/12 ore 11)

È possibile fare prevenzione? «Sì – ha sottolineato Zaccagnino – innanzitutto buttando il pacchetto di sigarette perché se si smette di fumare l’incidenza e la probabilità di comparsa del tumore si riducono di molto». Ci sono poi altri sistemi, come ad esempio il naso elettronico che sta studiando l’istituto europeo dei tumori di Milano che analizza il respiro del paziente alla ricerca di sostanze che possono indicare la presenza di un tumore. Ci sono poi le tac e in alcuni casi si utilizza il prelievo di sangue «con l’analisi dell’mRna che è una piccola parte del nostro patrimonio genetico che si altera nei pazienti portatori di tumore al polmone. Quindi – ha concluso Zaccagnino – la tecnica per la diagnosi precoce sta andando avanti ed è molto importante perché in questo tumore se la diagnosi viene effettuata in fase precoce la guarigione supera il 60-70%. adesso esistono terapie biologiche, immunologiche che riescono a scatenare il sistema immunitario contro il tumore stesso e pare che comincino a funzionare». (agg. 08/12 ore 11.30)

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