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Tidei e Luciani mettono il cappello su Tarantino

Tidei e Luciani mettono il cappello su Tarantino

Nella Lega intanto c’è chi fa il gioco del centrosinistra, mirando a spaccare una coalizione altrimenti vincente

CIVITAVECCHIA – Sia Pietro Tidei che Enrico Luciani mettono il cappello sulla possibile candidatura di Carlo Tarantino.
«Tarantino – dichiara Enrico Luciani, ormai in procinto di entrare nel Pd – può essere il collante, la persona in grado di aggregare attorno a lui tutte le anime del centrosinistra. Anche il mio nome era già in campo, ma sono pronto a fare un passo indietro perché significa farne cinque in avanti. Questa è l’unica soluzione per affrontare in modo compatto ed unitario la prossima tornata elettorale. Dobbiamo iniziare a ragionare insieme, magari attorno a questo nome, sotterrano tutte le asce di guerra e limando vecchie ruggini per risorgere e creare una rinascita politica ed economica della nostra città». 
Pietro Tidei non è da meno, pure avvisando della necessità di allargare il campo alle liste civiche, senza escludere quelle di area moderata: «Quella di Tarantino è una candidatura che sta in campo, segnalata peraltro da tempo anche da me, che dovrà però essere sottoposta come sempre al processo democratico, ad una consultazione ampia, che non sia costretta nel recinto dei partiti di centrosinistra ma coinvolga anche le liste civiche con le quali si sta già ragionando. Non è l’unica candidatura al momento: nei giorni scorsi abbiamo avuto una riunione di gruppo e sono usciti sei nomi, che verranno sottoposti anche questi all’attenzione dei partiti e dei civici. Certo, il mio giudizio su Tarantino è largamente positivo. Un’ottima candidatura di un campo largo al quale bisogna puntare per vincere le elezioni e non, come dice qualcuno, per perderle dignitosamente. Tra qualche giorno vedremo come evolveranno le cose, ma intanto bisogna lavorare ad un partito che sia unito».
Nel frattempo, sul fronte del centrodestra c’è chi – nella Lega – pare proprio fare il gioco del Pd. Così come accadde nel 2014, quando D’Angelo e Zappacosta furono gli artefici della rottura di Forza Italia con Ncd, Fratelli d’Italia e liste civiche, anche oggi gli stessi personaggi, con il simbolo della Lega, stanno giocando una partita a dividere la coalizione di centrodestra, altrimenti favorita per la vittoria finale con la candidatura di Massimiliano Grasso.
Troveranno terreno fertile in Forza Italia e Fratelli d’Italia? Per saperlo basterà attendere la settimana entrante, quando scade il termine dato alla Lega per formulare ufficialmente la propria candidatura al tavolo del centrodestra.

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