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''No all’ex cementificio''

Francesco Settanni, del Movimento Cinque stelle, contesta l’ipotesi di realizzare in loco la nuova sede comunale  «Il sito è un vero esemplare di archeologia industriale»

Francesco Settanni, del Movimento Cinque stelle, contesta l’ipotesi di realizzare in loco la nuova sede comunale  «Il sito è un vero esemplare di archeologia industriale»

SANTA MARINELLA – Il portavoce del Movimento Cinque Stelle Francesco Settanni non perde occasione per criticare l’attività amministrativa del sindaco Pietro Tidei. Questa volta, l’ex generale, mette sotto la lente di ingrandimento la proposta del Comune, di realizzare all’interno dell’ex cementificio, la sede comunale. «A Santa Marinella – dice il consigliere comunale grillino – siamo ormai abituati ad assistere a dichiarazioni eclatanti di chi guida l’amministrazione in carica, che si risolvono puntualmente in un nulla di fatto”. (agg. 16/12 ore 11.25) segue

L’EX CEMENTIFICIO. “La questione della trasformazione dell’ex cementificio, per come è stata posta, affrontata e poi presentata alla cittadinanza attraverso i media, è sintomatica di una metodologia di lavoro avulsa da tutte le logiche di buona amministrazione e di lungimiranza nella prospettiva di una saggia pianificazione territoriale. Anche in questo caso, c’è qualcuno che ha deciso che a tutti i costi lì si deve realizzare la sede comunale e pertanto si lascia andare in proclami senza aver prima fatto una seria valutazione delle opzioni praticabili e dei costi benefici. Del resto, i cittadini di Santa Marinella, questo film lo hanno già visto per l’area dell’ex fungo dove, sempre lo stesso protagonista, nel suo primo mandato, voleva realizzare la sede comunale. Oggi, invece, la comunità si ritrova sul groppone un contenzioso con la società che ebbe a predisporre il progetto, una richiesta di risarcimento di circa quattro milioni di euro ed una sede comunale vista solo nei sogni. Il sito dell’ex cementificio in zona Valdambrini, è un noto esempio di archeologia industriale, soggetto a vincoli di natura conservativa per le parti architettonicamente significative dei volumi edificati. La specificità della struttura, la vasta estensione territoriale e l’imponenza dei volumi esistenti per circa 55mila metri cubi richiede, prima di ogni ipotesi di trasformazione, una cauta e razionale valutazione sulle destinazioni da conferire ai volumi trasformati ed a quelli di nuova eventuale edificazione. C’è poi una quadratura prettamente finanziaria in cui l’intero progetto trova una sua fattibilità, solo se l’investimento riuscirà a dare un adeguato ritorno nel corso di un congruo lasso di tempo a chi decide di effettuarlo, consentendogli di recuperare tutti i costi di trasformazione. È quindi evidente, sulla base delle pregresse considerazioni, che mandare alla cittadinanza un messaggio così semplicistico di realizzare la sede comunale presso l’ex cementificio è solo fumo negli occhi. Tanto più che lo strumento urbanistico di Santa Marinella risale agli anni ‘70 e non risulta adeguato e strutturato per recepire una così importante trasformazione dell’area in questione”.(agg. 16/12 ore 12)

“MEGLIO RIVEDERE PRIMA I PIANI DI ASSETTO TERRITORIALE E URBANISTICO”. “Pertanto – conclude il capogruppo consiliare del M5S – di fronte ad una problematica di così grande importanza per il futuro della città, piuttosto che fare annunci al vento, sarebbe stato prima opportuno rivedere i piani di assetto territoriale ed urbanistico per valutare la migliore soluzione per la collocabilità della sede comunale, definendo nel contempo anche le funzioni di altre aree valorizzabili della città quale ad esempio l’ex fungo, in una prospettiva globale e coordinata per poi procedere ad un concorso di idee per lo sviluppo dell’area dell’ex cementifico, portando quindi sul piatto delle trattative con la proprietà soluzioni già condivise ed accettate dalla comunità e non ad essa imposte, come ormai i santamarinellesi sono abituati a subire”. (Gi.Ba.) (agg. 16/12 ore 12.30)

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