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''Una decisione un tantino esagerata''

''Una decisione un tantino esagerata''

Il papà del bambino sospeso per 5 giorni dalla Corrado Melone per aver colpito con una forchettina di plastica la compagnetta commenta il provvedimento

LADISPOLI – Una punizione “un tantino esagerata”. Così i genitori del bambino protagonista dell’episodio all’interno della mensa scolastica della Melone che, mentre giocava con una forchettina ha colpito involontariamente la compagnetta di classe, definiscono i 5 giorni di sospensione dati al figlio. I genitori non vogliono assolutamente difendere o giustificare il comportamento del bambino ma vogliono porre i riflettori sulla vicenda per cercare di restituire il senso di misura all’episodio e non solo a quello. 

“La dinamica, fondamentalmente e senza che il sottoscritto intenda difendere il figlio per il suo comportamento poco educato – scrive il padre – è diversa da quella descritta. Da testimonianze riportatemi da alcuni genitori, pare che la situazione non fosse così tranquilla e ci fosse un po’ di agitazione nell’aria. 
In questo clima di euforia (per lo meno di alcuni), mio figlio cercava di utilizzare la forchetta a mo’ di “catapulta”, come descrittomi dalle maestre all’uscita di scuola, facendo saltare una clementina (ho un messaggio di una delle maestre che mi conferma questo). Colpendo la forchetta con la mano, un rebbio si è spezzato andando a colpire, fortunatamente senza conseguenze, l’arcata sopraccigliare della compagna.
Per questo fatto sono stati decretati 5, si dico 5, giorni di sospensione, cosa che a noi genitori sembra una decisione un “tantino esagerata”. Si può facilmente intuire quanto tale evenienza sia sulla bocca di tutti e come venga additato mio figlio in conseguenza di ciò. D’altronde è reperibile online il regolamento d’istituto dell’I.C. Melone, scritto o avallato dal sig. Agresti, paragrafo relativo alla “correlazione mancanze-sanzioni”, dove si può leggere che si può essere sospesi (da 1 a 3 giorni) per “l’uso non autorizzato di dialetti e lingue diverse dall’italiano”. 
“Rabbrividiamo” direbbe Marina Massironi. Per il sig. Agresti la volontarietà o meno del gesto non rileva, come non importa capire chi siano i colpevoli o gli innocenti, “il consiglio di classe non è un tribunale che debba…omissis…e quindi giudicare la colpevolezza o l’innocenza degli alunni”;
In pratica il fatto che mio figlio stesse giocando per affari propri (in modo maleducato) ed in maniera del tutto fortuita si è staccato un pezzo della forchetta, avrebbe la stessa gravità se mio figlio si fosse alzato e avesse cercato di infilzare la compagna come un Marshmallow. Secondo il preside, la volontarietà fino a 14 anni non esiste. “Si dà per scontato la ”non volontarietà” degli atti e di quanto avvenuto, in quanto si tratta di minori di anni 14” ….Mah….
L’importante è educare i bambini al rispetto del prossimo. Siamo tutti d’accordo. Allora inizierei col dare il buon esempio!
Dopo quanto descritto, dopo la nota sul diario e sul registro, siamo stati convocati per il consiglio di classe straordinario. Arrivati sul posto, rinunciando ad un giorno di lavoro e relativo salario, abbiamo scoperto che il sig. Agresti non sarebbe stato presente per un sopraggiunto ed improrogabile impegno. Ovviamente questo è avvenuto senza che nessuno dei convocati fosse stato avvisato per tempo. 
Già in un’altra occasione avevamo richiesto un appuntamento per parlare del discutibile, secondo noi,  lavoro di una maestra. Anche in quell’occasione non si presentò e non avvisò nessuno.
In un successivo colloquio, ci ha tenuto fuori dalla porta per oltre un’ora, senza neanche affacciarsi per comunicarci, ne tanto meno scusarsi, per il protrarsi dell’attesa. Quando riuscimmo, a seguito di una corposa documentazione inviata e fatta protocollare dalla segreteria della scuola, a parlare col sig. preside, lo stesso non ha avuto neanche l’accortezza, e la cortesia, di leggere cosa avevamo scritto e documentato.
“I giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”. (Sandro Pertini)”. 

 

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