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Tarquinia, Moscherini: "Bloccate quelle ordinanze di demolizione a San Giorgio"

Tarquinia, Moscherini: "Bloccate quelle ordinanze di demolizione a San Giorgio"

Recapitate il 17 dicembre ai proprietari dei manufatti. Il leader del Cantiere della nuova politica pronto a preparare un dossier da presentare in Procura. L'ex consigliere comunale d'opposizione chiede al commissario prefettizio di applicare la legge 28/80 e di effettuare il monitoraggio generale dell'abusivismo su tutto il territorio

TARQUINIA – Dieci ordinanze di demolizione recapitate ai proprietari delle abitazioni abusive nella località di San Giorgio (lotti Etruria e Birba nord) a Tarquinia, datate 17 dicembre: questo il drammatico regalo di Natale per i titolari dei manufatti contro il quale si scaglia l’ex consigliere comunale d’opposizione Gianni Moscherini che ha convocato stamane una conferenza stampa per riferire del “ grave provvedimento”, prendendo netta posizione contro l’azione degli uffici tecnici comunali e contro l’amministrazione comunale guidata dal commissario prefettizio Giuseppe Ranieri, reo di aver attivato una cabina di regia.  

Moscherini torna a chiedere a gran voce l’applicazione della legge regionale 28/80, richiamando la delibera di indirizzo votata all’unanimità dalla giunta Mencarini nel gennaio 2018 e ricordando che ci sono pure i fondi, “il commissario li chieda” . L’ex consigliere chiede pure il blocco immediato delle ordinanze di demolizione nei confronti dei proprietari dei manufatti, che peraltro hanno attivato e addirittura pagato il condono edilizio (oltre all’Imu regolarmente versata da decenni);  inoltre  chiede pure  il monitoraggio totale della situazione di abusivismo edilizio nell’intero comune di Tarquinia, e non per la sola località di San Giorgio.

Una vicenda, quella della mancata regolamentazione urbanistica della località di  San Giorgio, che appare sempre più ingarbugliata, e che rischia di gettare nella disperazione tante famiglie. Il leader del ‘’Cantiere della nuova politica’’ si dice pronto a preparare un dossier e a mandare tutto alla Procura della Repubblica, tirando in ballo presunti reati quali l’omissione di atti d’ufficio e abuso d’ufficio. Intanto nei prossimi giorni assicura di relazionare l’oggetto della conferenza al prefetto.

“Con la vicenda San Giorgio – dice Moscherini – mi viene voglia di candidarmi”. Opportunità sulla quale, però, l’ex consigliere vuole mantenere ancora qualche riserva, rinviando dichiarazioni, sulla sua eventuale scesa in campo per le amministrative 2019, a dopo le feste.(agg. 22/12 ore 13.35) segue

Gli ordini di demolizione a pochi giorni da Natale. “Stanno avvenendo cose che non sono condivisibili.-  scandisce Moscherini – Le cose meno corrette, come spesso avviene in Italia, si fanno sempre durante le feste. A me personalmente dispiace che il commissario del Comune di Tarquinia, con tutti i problemi che ci sono, si è impegnato solo a fare una cabina di regia sulla questione San Giorgio. Lo avrei capito di più, il commissario, se avesse fatto una iniziativa sull’abusivismo nell’intero comune di Tarquinia. La legge regionale 28 del 1980 ha visto scontrarsi in questo comune le forze politiche tra di loro e gli interessi più disparati. Tanto che nessun sindaco, fatta eccezione di Mencarini, ha formalmente scelto l’applicazione e l’utilizzo della legge per affrontare la situazione. A gennaio 2018 la giunta del Comune, all’unanimità, ha dato, attraverso una delibera, l’indirizzo su come operare ai suoi dirigenti e funzionari comunali. Ma da allora, ancora, la procedura non è stata attivata. Hanno fatto finta di non sapere che la giunta aveva dato l’indirizzo. Sono 40 anni che si attende una regolamentazione per la zona di San Giorgio. Mi domando, ma lo sa il commissario che tra gli abusivi risultano coloro che hanno pagato nei tre condoni precedenti? Il Comune, attraverso i suoi uffici, ha mandato la Forestale e la municipale pochi giorni prima di Natale ad andare a verificare chi ha demolito e chi no; dimostrando, peraltro, di non conoscere nemmeno il problema dei singoli, perché sono andati a chiedere come era la situazione anche a quelli che hanno pagato il condono. Una pessima figura. Ma anche fosse stata una cosa da fare, dopo che non hanno fatto nulla in 40 anni, adesso, a pochi giorni da Natale, mettono le famiglie in agitazione? Ma che modo è?” (agg. 22/12 ore 14)

La legge e il monitoraggio.  “Il commissario si deve fermare. –ammonisce Moscherini – Deve dire ai suoi dirigenti che comincino a fare come detta la legge, all’articolo1: e cioè se il Comune (e quindi la politica) decide di verificare la situazione degli abusivismi sul proprio territorio perché ritiene che possano esserci dei problemi del genere, deve rifarsi alla legge del 28/80. Quindi non ci vuole una cabina di regia, ci vuole l’ufficio legislativo del Comune che funzioni. Se il commissario veramente vuole provvedere ad abbozzare e incanalare questo problema in un imbuto di soluzione, lo faccia; ma utilizzi la legge. La legge all’articolo uno, ordina al Comune di fare prima di tutto il monitoraggio del territorio, e non solo di San Giorgio; ma il monitoraggio della situazione degli abusivismi presenti in tutto il comune”.(agg. 22/12 ore 14.30)

‘’Il commissario torni sui suoi passi’’. “Quindi – incalza Moscherini – che senso ha andare da coloro che hanno pagato il condono, caro commissario, pena l’acquisizione delle aree al Comune? Ma si fa così? Ma se hanno pagato il condono venti anni fa, e magari hanno pure le ricevute, dove sono finiti questi soldi? Perché non si vuole fare un monitoraggio generale? Comincio a sospettare che quelli che hanno problemi di abusivismo nel comune di Tarquinia siano più numerosi di tutti i cittadini di San Giorgio.  In questi sei mesi il commissario faccia fare quindi questo monitoraggio generale della situazione esistente. Prepari il capitolo della legalità a chi sarà eletto alle prossime elezioni, tra sei mesi. Invito il commissario quindi a tornare indietro su questa situazione”. (agg. 22/12 ore 15)

I presunti reati. “E poi – conclude Gianni Moscherini –  siamo sicuri che dopo la delibera di giunta del gennaio 2018 che fornisce agli uffici un indirizzo su come affrontare il problema, i responsabili degli uffici tecnici si salvino dall’eventuale accusa di omissioni di atti d’ufficio? Perché l’indirizzo c’era. L’applicazione della delibera è chiaro che avrebbe bloccato le demolizioni. Secondo i miei legali, inoltre, sarebbe ravvisabile anche l’abuso di atti d’ufficio”. (agg. 22/12 ore 15.30)

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