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Al Parco della Legnara il Presepe vivente

Al Parco della Legnara il Presepe vivente

Stasera dalle ore 17; si replica domani e il 5 e 6 gennaio con l’ arrivo dei Re Magi. Circa 200 figuranti tra uomini, donne e bambini per rappresentare il mistero del Natale   

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Stasera alle ore 17 nel Parco della Legnara, con ingresso via A. Ricci e via del Granarone, in un’atmosfera arricchita da suo uliveto secolare e dalle rupi tufacee, via al Presepe vivente organizzato dalla Parrocchia S. M. Maggiore con il patrocinio del comune di Cerveteri.(agg. 29/12 ore 8.30) segue

IL PRESEPE VIVENTE. Circa 200 figuranti tra uomini, donne e bambini saranno i protagonisti volontari della rappresentazione del mistero del Natale, magistralmente coordinati da Francesco Ricci. Saranno circa 1000 metri di percorso durante il quale si snodano tante scene che rievocano momenti della vita quotidiana e mestieri del tempo della nascita di Gesù, frutto di una ricerca accurata di oggetti e attrezzi antichi, per creare un’atmosfera unica che lascerà sbalordito il più incredulo visitatore. Tanti poi gli animali che animano il presepe. Il presepe di Cerveteri unico nel suo genere non vuole essere un semplice spettacolo folcloristico ma un momento di riflessione sul grande mistero del Natale. 
Si replica domani e il 5 e 6 gennaio con la suggestiva sfilata dell’ arrivo dei Re Magi. (agg. 29/12 ore 9)

IL COMMENTO DEL COORDINATORE. Quando il sole lentamente tramonta tingendo di mille sfumature le cime dei colli ceriti e donando al cielo cervetrano un indicibile fascino – dice il coordinatore Francesco Ricci – al Parco della Legnara di Cerveteri si accendono fiammelle tremolanti di fiaccole lucenti. Un misterioso silenzio apre il sipario sulle suggestive scenografie del Presepe vivente di Cerveteri. Varcata la soglia del parco,il visitatore lascia dietro di sé la frenesia dei giorni di festa per calarsi in un’atmosfera di altri tempi,quei tempi che conobbero e vissero la nascita del Bambino Gesù. E’ una passeggiata, una passeggiata lenta e sommessa fra i profumi di un brulicante mercato e i colori di una variopinta bottega di stoffe,attraversando gli accampamenti romani fra austeri soldati di cavalleria. Scandisce i passi il battere costante e perpetuo del maniscalco intento a ferrare i cavalli, mentre l’odore aspro ed inebriante del vino si leva dall’osteria mescolandosi al profumo intenso del pane caldo. Belano gli agnelli al canto del gallo e saltellando sembra che accompagnino le lavandaie al fontanile dove i panni si tingeranno di candore. Intenti ai loro mestieri, il falegname, il cestaio, il pastore, il locandiere,levano lo sguardo al cielo ad osservare quella stella che brilla sulla «Buona Novella». Lento scorre il passo del visitatore come nell’ostinato tentativo di conferire eternità alle emozioni. Il frastuono del mondo è ormai lontano davanti alla  capanna con il Bambino. Lo sguardo di Giuseppe, il sorriso soave di Maria e nella mangiatoia quel Bambino nel quale l’uomo ripone ogni speranza, a lui si affida un pensiero. Il visitatore, in punta di piedi, passa e va, nostalgico per quel sogno appena sognato,grato a coloro che quel sogno hanno confezionato». (agg. 29/12 ore 9.50)

 

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