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Gli studenti di Santa Marinella regalano un sorriso agli anziani

Gli studenti di Santa Marinella regalano un sorriso agli anziani

Gli alunni della scuola media Carducci si sono resi protagonisti  di un’impagabile opera di volontariato, esibendosi in canti  e balli Regalati anche graziosi pensieri e attuata la terapia della relazione

SANTA MARINELLA – In questi giorni di festività non sono mancati i gesti di solidarietà da parte degli angeli dell’Istituto Comprensivo di piazzale della Gioventù, a dimostrazione che non è vero che i giovani siano per la gran parte capricciosi e senza cuore. (agg. 28/12 ore 19.07) segue

LA VISITA ALLA CASA DI RIPOSO STELLA MARIS. Opportunamente stimolati sanno rendersi protagonisti di gesti di grande generosità ed altruismo. E’il caso dei ragazzi della scuola media Carducci, che qualche giorno fa, si sono resi protagonisti di un’impagabile opera di volontariato, hanno cioè donato, agli ospiti della casa di riposo Stella Maris, alcuni momenti di grande gioia e spensieratezza. Diretti dalla professoressa Sparvoli, l’insegnante di musica della scuola, alcuni di loro si sono esibiti in una serie di canti natalizi, altri, coordinati dalla signora Liliana D’Adda, hanno presentato un allegro balletto preparato per l’occasione. Ad ogni anziano è stato regalato un grazioso pensiero realizzato da una coppia di laboriosissime mamme, le signore Salerni e Giralda. In un clima di gioia e grande vitalità, i ragazzi si sono amabilmente intrattenuti a parlare con gli anziani, ridendo e scherzando con loro. A loro insaputa e senza un camice che abbia potuto presentarli come abili professionisti del settore medico, gli studenti hanno dato applicazione a quella che gli psicologi chiamano la terapia della relazione, un insieme di parole, gesti e di atteggiamenti che, esprimendo affetto ed allegria, sono in grado di allietare lo stato psicofisico di chiunque. (agg. 28/12 ore 19.30)

LA TERAPIA DELLA RELAZIONE. La scienza medica considera tale terapia un eccellente toccasana per quanti tendono a deprimersi o sperimentano un senso d’abbandono. Tale relazione, specie se tra soggetti così distanti dal punto di vita generazionale, ha il potere di sviluppare un’empatia e un senso di cosi profonda umanità, da non trovare eguali per essere valutata. A ripagare questi ragazzi, il sorriso commosso degli anziani. Per tutti, uno dei ricordi più belli del Natale appena trascorso. (agg. 28/12 ore 20)

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