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''Teorema: nel recinto del sacro e della sessualità''

''Teorema: nel recinto del sacro e della sessualità''

Presenta così il film Michele Castiello curatore della rassegna dedicata a Pasolini. Proiezione alle 16,30 presso la Sala Ruspoli   

CERVETERI – Oggi alle 16,30 presso la Sala Ruspoli prosegue la rassegna cinematografica dedicata a Pier Palo Pasolini con la proiezione del film Teorema (1968), uno dei film più discussi ma allo stesso tempo tra i più apprezzati. La proiezione del film sarà preceduta da un’ampia introduzione curata nei minimi dettagli dal professor Michele Castiello, docente di Storia del cinema Upter e promotore e curatore della rassegna. In una nota il professor Castiello presenta trama e contenuti del film: «Teorema: ovvero nel recinto del sacro e della sessualità’. «Il sacro  è il reale per eccellenza» afferma Mircea Elide.  Ed io dico – paradossalmente – che… Il sacro è ”l’unica cosa che si sottrae alla logica utilitaristica dello scambio, e  all’economia monetaria”.  «Un silenzioso visitatore (Terence Stamp) s’insinua nella famiglia di un industriale milanese (M. Girotti) e ha rapporti erotici con la moglie (Silvana Mangano), la figlia (Anne Wiazemsky), il figlio (Andres J.Cruz Soblette), la domestica (Laura Betti) e con lo stesso capofamiglia – continua Castiello – Quando lo straniero se ne va, tutti sono cambiati, si perdono o si rinnegano, e la famiglia è disgregata. Il Teorema è dimostrato: l’incapacità dell’uomo del borghese moderno di percepire, ascoltare, assorbire e vivere il sacro. Soltanto la serva Emilia, di origine contadina, lo scopre e, dopo il «miracolo» della levitazione, farà ritorno alla terra in odore di santità. In questo  Pasolini  crea la “congiunzione” tra Marx e Freud (ed anche tra Jung e Marcuse). Il film si sviluppa intorno alle vicissitudini di una famiglia di un industriale milanese scossa dall’arrivo di un enigmatico ospite, un giovane venticinquenne silenzioso e affascinante. Il visitatore ottiene le grazie della moglie, ha rapporti erotici con la figlia, il figlio, la domestica e con lo stesso capofamiglia. Il contatto sessuale ed intellettuale con il giovane fa prendere coscienza agli abitanti della casa della vanità della propria esistenza e della propria vera natura. E’ tutti ( o quasi) accettata l’interpretazione che segue: il ragazzo è una imprecisata figura divina; la famiglia borghese incarna la realtà contemporanea che non ha gli strumenti per reagire al contatto con il sacro. Questa incapacità deriva dal fatto che lo stesso senso del sacro è stato cancellato dalla razionalità umana, elemento questo della visione del mondo imposta da quello che Pasolini chiama in varie occasioni Nuovo Potere», conclude il professor Castiello. 
La rassegna patrocinata dall’Assessorato alle Politiche culturali proseguirà il 12 gennaio con la proiezione di ‘‘Uccellacci e Uccellini’.

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