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La Travagliati sulla cresta dell’onda

La fotomodella collinare è stata impegnata negli ultimi giorni in un servizio fotografico con l’hair designer Simone Bartorelli  «Per questo percorso serve tanta volontà e tenacia. Bisogna avere il coraggio di seguire il proprio cuore»

La fotomodella collinare è stata impegnata negli ultimi giorni in un servizio fotografico con l’hair designer Simone Bartorelli  «Per questo percorso serve tanta volontà e tenacia. Bisogna avere il coraggio di seguire il proprio cuore»

TOLFA – Ancora successi per la bellissima fotomodella di Tolfa Anna Maria Travagliati. La favolosa collinare sta passando di set in set e negli ultimi giorni è reduce dal servizio fotografico con l’hair designer Simone Bartorelli (che poi è la persona che cura da 3 anni il suo look dei capelli); poi ha posato per il servizio fotografico per il catalogo di una catena di negozi di abbigliamento per il brand “Only” e, infine, ha fatto lo shooting fotografico per l’Agriturismo Casali Santa Brigida: le foto saranno utilizzate per attività di team building e comunicazione sul tema della sostenibilità ambientale, quindi un turismo responsabile alla base della difesa di ambiente e paesaggio, visti non solo come patrimonio ma anche come fattore di sviluppo. Numerosi scatti la vedono protagonista anche nei fotoromanzi italiani di Grand Hotel e in quelli francesi Nous Deux. 
Altre importanti esperienze che vanno ad arricchire un ricco curriculum  iniziato nel 2006, quando Anna Maria si era fatta apprezzare come valletta del  programma televisivo “Alle falde del Kilimangiaro”, a fianco di Licia Colò e subito dopo come modella per Geo & Geo nello spazio riguardante l’estetica. Parlando dei fotoromanzi la Travagliati spiega: «Fare un fotoromanzo vuol dire interpretare il ruolo assegnato senza l’ausilio della parola, ma solo con la mimica dell’espressione e io, in questo, mi trovo a mio agio. Ai fotoromanzi devo tantissimo oltre al profilo professionale soddisfo anche il lato umano: condivido, infatti, giornate indimenticabili con una troupe altamente professionale, passando così dalla compostezza seriosa del lavoro, all’allegria dei pranzi consumati insieme. È una gran bella famiglia». Anna Maria nonostante il successo è rimasta sempre solare, allegra e semplice: «Ringrazio ogni giorno Dio del dono della vita e di avermi dato due genitori fantastici, da sempre miei baluardi e pietre miliari. Sono consapevole di essere fortunata e ciò mi porta a non sprecare il tempo ad essere infelice. Lascio il posto solo a ciò che è veramente importante: se si vive ogni giorno della vita come se fosse l’ultimo si ha sempre la giusta misura delle cose, non dimenticando mai che salute, serenità e pace interiore sono le ricchezze più preziose». La carriera della fotomodella è iniziata quando aveva 18 anni: «Ho cominciato a muovere i primi passi nel mondo della moda con sfilate e servizi fotografici a livello locale, ma il vero trampolino che ha segnato la svolta è stata la scelta come valletta del programma televisivo “Alle falde del Kilimangiaro”, al fianco di Licia Colò. La televisione è un po’ come il palcoscenico della vita e quando i riflettori si accendono sul tuo viso, è come se fossi presentata, contemporaneamente, a milioni di persone, quindi questa esperienza ha chiamato la seconda, la terza e così via. La mia fonte di ispirazione giovanile, quella che mi ha spinta verso nuovi orizzonti e mi ha insegnato a nuotare nel mare della vita, si identifica in Sergio Bambarén che, con i suoi libri, mi ha sempre trasmesso quella sana convinzione di credere e assecondare i sogni. Tempo fa ho sentito il bisogno di ringraziare Bambarén personalmente, sia per gli stimoli che mi aveva saputo regalare che per i traguardi cosi gli ho mandato una mail e dopo qualche giorno ho avuto il piacere di conoscerlo e fare una lunga chiacchierata con lui seduti ad un tavolo di un bar. L’attività di modella ha influito notevolmente nella mia vita scolastica: se da una parte mi rubava il tempo dello studio, dall’altra mi regalava stimoli indescrivibili per camminare verso la laurea. Con un po’ di sacrifici e volontà ho conciliato le due cose laureandomi in Lettere». Alle giovani ragazze che vogliono intraprendere il suo percorso Annamaria consiglia: «Vedo tanti ragazzi, padroni di quell’età fatta per immaginare l’infinito che si trovano in difficoltà anche a concepire il presente, ragazzi che, nel momento della speranza, sono prigionieri di uno schermo che li porta nel vissuto virtuale, rubandogli tutti i colori del mondo. Non più fronti alte ma teste chine, bocche mute e occhi specchiati che si perdono dentro migliaia di pixel. Una società dove tutto ristagna: le idee, le prospettive, le passioni, i sogni. Per fare questo percorso occorre avere tanta volontà e tenacia, essere sempre fedeli a se stesse e sapere che la parola “impossibile” esiste solo nella mente di coloro che permettono ad un termine simile di mettere radici nella loro testa. Non si deve sprecare il tempo vivendo la vita di qualcun altro, si deve avere il coraggio di seguire il proprio cuore».

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