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Rissa a Capodanno: divampano le polemiche

Rissa a Capodanno: divampano le polemiche

Contestata sui social la presa di posizione del vicesindaco Zito

di TONI MORETTI

CERVETERI – Come era da prevedersi, l’inizio del 2019 si sarebbe sviluppato sull’onda della polemica che ne sarebbe derivata da quanto successo a piazza Santa Maria la notte di Capodanno, dove dal palazzo Ruspoli si è accesa la scintilla che ha determinato la maxi rissa che ha coinvolto gli ospiti del cenone organizzato al palazzo  da tre note attività di ristorazione del centro storico. E’ bastato un intervento abbastanza inopportuno del vice sindaco  Giuseppe Zito sul suo profilo FB per dare origine, in un crescendo quasi “armonioso” ad una serie di commenti e di prese  di posizione che in un batter d’occhio erano già insulti, denunciando la “pochezza” di tutti i protagonisti. Giuseppe Zito, come un disco rotto ricorrente ormai da tempo nell’amministrazione, cerca di minimizzare l’accaduto attribuendone la responsabilità ai “soliti quattro imbecilli” che hanno tentato di rovinare il Capodanno a chi aveva alacremente lavorato per permettere di trascorrerlo in una sede storica prestigiosa, evento sul quale l’amministrazione aveva comunque trasversalmente messo il cappello. Ora, la posa del cappello su cose anche non proprie, è un’abitudine consolidata di un’amministrazione mangiatutto e mangiameriti che ha desunto e si è dotata di lacchè a pagamento che alimentino l’immagine di un gran da fare purché si faccia, salvo poi gli imbecilli, i soliti quattro, che ne pagano gli insuccessi.  Non ha tenuto conto Zito, che chi amministra ha delle responsabilità, prima fra tutte quella di dare l’esempio alla sua gente di sviluppare progetti, politiche e operazioni che indichino un esempio di comportamento verso le risorse comuni e sociali. Ma questo si fa anche mostrando competenze che hai hai non sono visibili né riscontrabili, perlomeno per quanto prodotto fin ora ma che sembrano più vicine al consolidamento di vecchi e ormai laceri opportunismi.  Pier Paolo Pasolini, i cui insegnamenti preveggenti Zito dovrebbe conoscere, se non li ha dimenticati, per lo meno per affinità di pensiero proclamata ma adesso poco esercitata, ha previsto ciò che saremmo diventati: degli accattoni. Accattoni di consensi, di potere, di fama, di privilegi, con metodi tanto spregiudicati da non poter riuscire a definire con animo libero che quanto è successo la notte di Capodanno non è stata colpa di quattro imbecilli ma di delinquenti veri per quanto avevano intenzione di realizzare e sventato dall’intervento dei militari dell’Arma. Ha modo di tranquillizzarci il vicesindaco Zito esibendo i documenti circa le autorizzazioni concesse per l’organizzazione di quell’evento in un palazzo storico con la verifica degli standard di sicurezza necessari?

 

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