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«Pronti a scendere in piazza insieme a tutti i cittadini»

«Pronti a scendere in piazza insieme a tutti i cittadini»

Il sindaco Grando contro Città Metropolitana dopo l'individuazione dei siti dove realizzare una discarica. Nell'elenco consegnato in Regione era spuntato fuori anche il nome di Ladispoli. Possibilità esclusa dal consigliere metropolitano delegato all'Ambiente Matteo Manunta  

LADISPOLI – Il nome di Ladispoli appare ”misteriosamente” nell’elenco dei siti indicati da Città Metropolitana per la realizzazione di una nuova discarica, insieme a quello di Cerveteri e Fiumicino, ed è subito pronta a scattare la mobilitazione. Da quanto si era appreso infatti nella mattinata, a causa della sempre più pressante emergenza rifiuti che sta colpendo Roma (tanto che era stata addirittura messa in dubbio la riapertura delle scuole) e dopo l’incendio all’impianto sulla Salaria che ha dato il colpo di grazia alla Capitale, da Città Metropolitana sono tornati a puntare nuovamente i riflettori sul litorale per cercare di risolvere il problema con la realizzazione di una nuova discarica. E tra i siti individuati era comparso anche il nome di Ladispoli. Nonostante la notizia sia stata subito smentita dal consigliere delegato all’Ambiente di Città Metropolitana Matteo Manunta, la guardia resta comunque alta, con il sindaco della città balneare, Alessandro Grando che aveva subito avvertito: «Se il sindaco Virginia Raggi pensa di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti trasformando il territorio di Ladispoli in una discarica di Roma, può anche richiudere nei cassetti del Campidoglio la mappa delle aree dei siti dove aprire una discarica. Siamo pronti a scendere in piazza insieme a tutti i cittadini contro un decisione scellerata che porrebbe a rischio la salute pubblica, pregiudicherebbe per decenni l’ecosistema del litorale, con effetti devastanti anche sull’economia turistica». Del resto se Roma ha problemi a gestire i suoi rifiuti, la colpa «non è dei cittadini di Ladispoli». «Da tempo assistiamo al palleggio di responsabilità tra Regione Lazio e Città Metropolitana, è ora che il governatore Zingaretti e il sindaco Raggi si assumano la responsabilità delle proprie scelte e spieghino alla gente perché Regione e Campidoglio non hanno mai attuato un vero programma di riduzione dei rifiuti con l’introduzione della raccolta differenziata». Il primo cittadino ha inoltre assicurato che l’amministrazione comunale si sta muovendo su tutti i canali a disposizione per cercare di venire a capo della situazione e per chiedere di poter partecipare all’incontro che «dovrebbe vedere la presentazione ufficiale alla Regione Lazio della mappa dei siti individuati dalla Città Metropolitana. E a tuonare contro Città Metropolitana è anche il consigliere di maggioranza di Fratelli d’Italia Giovanni Ardita: «Scenderemo in strada, ci difenderemo da soli – ha detto – Non siamo la discarica né di Roma né di via della Pisana. Zingaretti e Raggi non facciano scelte scellerate, non ci inchiniamo a nessuno. Non possiamo essere considerati – ha proseguito Ardita – territorio di serie B perché non siamo rappresentati in Regione». E, come detto, la guardia rimarrà alta nonostante da Città metropolitana, il delegato all’Ambiente Matteo Manunta abbia assicurato che Ladispoli non figura nell’elenco consegnato alla Regione. «Questo naturalmente – ha dichiarato il consigliere metropolitano Federico Ascani – non è sufficiente per rimanere sereni perché continua a rischiare tutto il territorio a causa del documento presentato dalla Città metropolitana. E lotteremo per evitare tutto questo».

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