Pubblicato il

Al Senato riflettori puntati su Civitavecchia e Livorno

Al Senato riflettori puntati su Civitavecchia e Livorno

Assarmatori a Casellati: "Ripristinare la piena legalità nei porti"

CIVITAVECCHIA – Abuso d’ufficio per la concessione temporanea di alcuni accosti del porto di Livorno. Per questo sono stati indagati, nei giorni scorsi, dalla procura della città toscana i vertici dell’Autorità portuale livornese. Nel registro degli indagati sarebbero finiti infatti l’ex presidente della Port Authority di Livorno Giuliano Gallanti e l’ex dirigente del Demanio di palazzo Rosciano Matteo Paroli insieme all’attuale presidente Stefano Corsini e al segretario generale in carica Massimo Provinciali. Anzi, la Procura avrebbe richiesto per i quattro dirigenti anche l’interdizione dai pubblici uffici per un anno. Tutti sono stati interrogati, in tre hanno risposto e spiegato le loro ragioni al magistrato, soltanto Gallanti si è avvalso della facoltà di non rispondere.
L’indagine, che sarebbe partita nel 2016 dopo un esposto di un terminalista ma riguarderebbe contestazioni che risalgono anche a una decina di anni fa, risulterebbero coinvolte in tutto una decina di persone. Si fa riferimento alla concessione temporanea di tre accosti lungo la sponda ovest del porto a tre società con u n unico cliente; assegnazioni rinnovate nel tempo, tanto da perdere praticamente la caratteristica di temporaneità. 
Una situazione che ricorda, seppur con delle differenze, la ‘‘guerra delle banchine’’ vissuta dal porto di Civitavecchia la scorsa estate e non ancora conclusa, considerata la proroga a giugno concessa dall’Adsp, i ricorsi al Tar presentati da Rtc e Cfft e gli esposti in Procura, ipotizzando proprio il reato di abuso d’ufficio nei confronti dei vertici di Molo Vespucci. 
Ed i casi Civitavecchia e Livorno sono stati anche al centro del recente incontro tra una delegazione di Assarmatori guidata dal presidente Stefano Messina ed il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Scopo dell’incontro è stato quello di illustrare alla seconda carica dello Stato ruolo, funzioni, problematiche e prospettive dell’industria armatoriale italiana, da sempre chiamata ad accompagnare e sostenere il sistema economico del Paese, garantendo il regolare flusso delle merci e dei passeggeri oltre che costituire un importante fattore occupazionale specialmente in ambiti tradizionalmente connotati da una generalizzata sottooccupazione. “I recenti casi di Civitavecchia  e di Livorno, ove le regole che sottendono all’esercizio delle attività di terminal sono state violate – ha spiegato Messina – in nome di un’asserita tutela del traffico operato da certuni operatori, impone la massima cautela per scongiurare che i nostri porti e di conseguenza le attività marittime vengano sottratte alle norme e affidate alla discrezionalità delle Autorità Locali spesso poi censurata dalla magistratura anche penale, il tutto – ha concluso – creando un clima di assoluta incertezza per non dire di illegalità diffusa”.

ULTIME NEWS