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Tari arretrata: caos al Pincio

Tari arretrata: caos al Pincio

File all'ufficio tributi dopo l'invio a centinaia di civitavecchiesi dei solleciti relativi al 2015. Grasso (La Svolta) chiede all'assessore Tuoro di chiarire la questione cercando di intervenire direttamente sugli intermediari. "Quanto sta accadendo è inaccettabile e scandaloso". Girolami (FdI): "I codici sono prestampati"

CIVITAVECCHIA – File all’ufficio Tributi del Pincio. Cittadini infuriati per il rischio di dover pagare di nuovo la tassa. Altri che si affannano a cercare i vecchi bollettini per testimoniare il pagamento. Tempo perso e tanta incertezza. È caos al Comune a seguito dell’invio dei solleciti Tari, riferita all’anno 2015, nelle case di molti civitavecchiesi. “Alcuni contribuenti lamentano di aver già pagato le somme richieste con l’avviso – hanno spiegato ieri da Palazzo del Pincio – gli uffici stanno riscontrando che nella maggior parte dei casi il problema dipende da una errata digitazione da parte dell’intermediario (banca o posta) del codice catastale del Comune”.

Una spiegazione che non convince molto però. Ad intervenire sulla questione è il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso che si appella direttamente all’assessore al Bilancio Florinda Tuoro, invitandola “a chiarire cosa sia accaduto in realtà e, anziché costringere centinaia di persone a pagare nuovamente ingiustamente (per chi magari non trova la ricevuta, pur avendo già versato il tributo 3 anni fa) o a perdere intere giornate per recarsi al Pincio e poi in banca per richiedere la correzione – ha spiegato – si trovi il modo di intervenire direttamente con gli intermediari per evitare tutto questo e si eviti di incolpare altri soggetti per un problema che, evidentemente, nasce e finisce al Pincio”.

Per Grasso, infatti, “quanto sta accadendo sulle cartelle bis della Tari 2015 è inaccettabile e scandaloso. Bollette già pagate per le quali viene chiesto di nuovo il pagamento come se fosse possibile che a sbagliare, in una procedura peraltro automatizzata, siano stati le poste o le banche, che avrebbero – caso unico in Italia – ha sottolineato – commesso centinaia di volte lo stesso errore su un modello prestampato inviato dal Comune”. 

Secondo il Pincio con l’utilizzo del F24 per il pagamento dei tributi locali, in banca o in posta, a causa di un errore di digitazione dell’operatore è stato inserito in alcuni casi nel terminale un codice differente con conseguente riversamento della somma ad altro Comune. Questo errore è riscontrabile controllando la quietanza di versamento F24, non sempre nella disponibilità del contribuente. “Per risolvere questa problematica i contribuenti ricadenti nella fattispecie – hanno aggiunto – devono inoltrare una richiesta scritta (disponibile all’ufficio tributi, all’URP e sul sito istituzionale del Comune un modulo pre-compilato), alla banca o all’ufficio postale nel quale hanno eseguito il versamento, al fine di ottenere la correzione dell’errore sulla base del modello F24 cartaceo in loro possesso (ai sensi della Risoluzione n. 2/DF del 13 dicembre 2012 del Ministero dell’Economia e delle Finanze), evitando nel contempo ulteriori richieste di pagamento da parte del Comune di Civitavecchia. Una copia della lettera dovrà essere inviata (anche a mezzo e-mail) o consegnata per conoscenza al Comune di Civitavecchia. Si precisa che il Comune non può chiedere direttamente la correzione, in quanto si tratta di un rapporto privatistico tra la banca/posta e il contribuente, pertanto sarà quest’ultimo che dovrà chiedere la correzione presentando idonea documentazione dalla quale sia rilevabile l’errore. Gli uffici restano a disposizione per ogni supporto o chiarimento in quest’operazione e si ribadisce che il Comune non poteva essere a conoscenza di tali errori poichè i pagamenti soggetti a questa casistica non risultano nelle banche dati del Comune”.

“Sarebbe il caso – ha concluso Grasso – che l’amministrazione chiedesse scusa pubblicamente per quanto sta accadendo”.

Dello stesso avviso il consigliere comunale d’opposizione di Fratelli d’Italia Luciano Girolami che ha commentato: “Siamo nel caos più totale”. Ieri una vera e propria ressa all’Ufficio tributi del Comune con persone inferocite.

“Innanzitutto – ha spiegato Girolami – vengono distribuiti solamente 25 numeri ma il punto è che riguardo la Tari il Comune parla di un errore nella fase di trascrizione del codice catastale comunale da parte della banca o della posta dove viene effettuato il pagamento. Mi sono recato personalmente – ha spiegato – per effettuare un controllo presso la banca dove a suo tempo pagai la tariffa. Ho chiesto di verificare e la banca non ha fatto altro che mostrarmi l’F24 da me pagato dicendomi che si tratta di un errore impossibile da fare perché l’F24 viene spedito all’utenza precompilato, con i codici prestampati. Quindi come si fa a giustificare un errore in questo modo? È una cosa impossibile”.

Duro Girolami che punta il dito contro il Comune. Rabbia da parte dei cittadini costretti ad affollarsi nell’ingresso dell’Urp nella speranza di riuscire a risolvere una situazione che ha dell’assurdo. Altra problematica evidenziata da Girolami è il fatto che “il Comune ha mandato il sollecito dicendo che si poteva rispondere anche tramite email per poi rispondermi – ha concluso Girolami – dicendo che le email non potevano essere accettate”. 

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