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''Siete la vergogna della nostra nazione''

''Siete la vergogna della nostra nazione''

MANIFESTAZIONE. Così il sindaco Pascucci quando ha regalato ai militanti di Casapound una copia della Costituzione. Il primo cittadino: «Quella della pace non è una bandiera di partito ma un valore costituzionale che ripudia la guerra e ogni forma di fascismo». Imponente schieramento delle Forze dell’Ordine  VIDEO

di TONI MORETTI 

CERVETERI – Come avevamo previsto, la manifestazione di CasaPound sotto la sede del Municipio in Piazza Risorgimento a Cerveteri, si è rivelata un mero esercizio folkloristico, legato a niente di politicamente giustificabile, ad una azione inesistente e rimangiata rispetto agli annunci dei giorni scorsi. Un modo di presentarsi a Cerveteri con centinaia di bandiere tricolori che a conti fatti non erano più di una trentina, nonostante la folta presenza di “trasfertisti”, completamente ignorati dalla popolazione che più che altro ha dimostrato un certo fastidio nel vedere il centro bloccato da un imponente  schieramento di Polizia, Carabinieri, agenti in borghese della Digos, Polizia Locale con il suo comandante Tortolini, Protezione Civile e il suo comandante Bisegni, Assovoce con i suoi volontari soccorritori, la sua ambulanza e il suo presidente Del Regno che numericamente erano almeno il quadruplo dei manifestanti di CasaPound. A pochi centinaia di metri, a Piazza Aldo Moro, sotto il Monumento ai Caduti, c’era il presidio organizzato dall’Anpi, al quale hanno aderito il sindaco Pascucci, la Cgil  e molte associazioni dell’area democratica, a difesa dei valori e del significato racchiuso nei colori della bandiera della pace, che come ha voluto sottolineare Pascucci in uno scontro diretto con Antonini, responsabile regionale di CasaPound: «Quella della pace, non è una bandiera di partito ma è il simbolo che riassume un principio sancito dalla nostra Costituzione che ripudia la guerra e ogni forma di fascismo,  quindi degno di essere esposto sulle facciate dei municipi». 
Lo scontro diretto con Antonini, il sindaco Pascucci lo ha avuto sotto il portone di ingresso del municipio, porta dalla quale è sceso con la lettera del prefetto, una copia della quale ha consegnato all’esponente di CasaPound, con un provocatorio invito ad imparare a leggere, sulla quale ha evidenziato come in quella lettera, il prefetto non ordinava la rimozione della bandiera ma consigliava eventualmente di come esporla seguendo il cerimoniale di Stato. Pascucci insiste: «La bandiera è a norma e non si tocca». E’ a questo punto che, abilmente portato su un altro terreno di discussione, Antonini abbocca e comincia a parlare di “lana caprina”. Le distanze, tra l’altro non indicate che dovevano esserci tra le bandiere istituzionali ed altri simboli, la visione di insieme se guardate da diverse prospettive fine a dover ripiegare sul fatto che «è una vergogna che il tricolore non troneggi da solo perché solo lui rappresenta tutti e solo gli italiani» e da qui una serie di insulti al sindaco al quale si attribuisce l’arroganza di voler arredare il municipio come la «cameretta di casa sua».  
Pascucci dice, facendo dono ad Antonini di una copia della Costituzione Italiana: «Noi vi stiamo ascoltando perché siamo un paese democratico e fieri di essere antifascisti ma voi, riferendosi a CasaPound, siete la vergogna della nostra nazione».  A questo punto, vista la vicinanza fisica del confronto, non arriva quella “pizza” attesa e temuta dai presenti, forse sperata da Pascucci e dolorosamente trattenuta da Antonini che non riesce a nascondere il desiderio di darla coprendo l’impulso con parole sgangherate che vanno dal disturbo dei morti di Cerveteri che non hanno loculi dove riposare in pace e altre incombenze a cui un sindaco dovrebbe badare anziché pensare alla disobbedienza civile contro il decreto sicurezza, non riuscendo a trattenere velate minacce che possono rivelarsi in futuro dove la” pizza” mancata di oggi potrebbe concretizzarsi. 
La bandiera è rimasta lì. Qualcuno pensa che è finita alla pari? No. Proprio non si è ricavata questa impressione. Se si deve il tutto sintetizzare in un risultato calcistico, c’è da dire che la meglio l’ha avuta il sindaco Pascucci. L’assist che l’inesperienza politica di CasaPound gli ha fornito, lo ha mandato in goal in modo proficuo per quelli che sono i suoi interessi del momento. L’inconsistenza politica della agitazione di CasaPound tra l’altro errata nel merito, non ha consentito sul piano della comunicazione che emergesse la finezza dell’accostamento del tricolore al simbolo della pace ma al contrario ha dato adito al rafforzamento in termini di propaganda, degli atteggiamenti fascisti di CasaPound con tutto quello che ne è conseguito. Pascucci ha guadagnato una scena mediatica favorevole che male non farà alla sua scalata politica e al suo movimento Italia in Comune. I CasaPound sono rimasti quelli che godendo della “distrazione” del loro amico Salvini che guarda caso è ora ministro dell’interno, occupano arbitrariamente ed abusivamente un intero palazzo del demanio dove non solo hanno la sede del movimento ma anche alloggi per i suoi  dirigenti. Vi pare poco? 
L’inadeguatezza politica di CasaPound quindi è emersa come dato inoppugnabile. Pascucci ha esposto una seconda bandiera della pace dalla finestra del suo ufficio dopo aver incassato la solidarietà del sindaco di Allumiere che a sua volta ne ha esposta un’altra  sulla facciata del suo municipio. Sia il presidio antifascista che CasaPound, i primi da Piazza Aldo Moro, i secondi da Piazza Risorgimento, hanno cantato l’Inno Nazionale. Sono rimasti soltanto quei “quattro imbecilli” come anzitempo Pascucci li ha definiti, a sventolare un tricolore offeso dalla strumentalizzazione operata alle sue spalle  usato come mezzo di sfinimento per la bandiera della pace che avvilita sarebbe dovuta scendere da sola dal pennone e andarsene  mormorando: ”Ma lasciatemi in pace’’.  

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