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''Cag, si rischia di perdere un presidio socio-ricreativo fondamentale''

Piovono interventi dopo l’annuncio della chiusura del Centro di aggregazione giovanile. Pd e Moderati rivendicano la paternità del progetto 

Piovono interventi dopo l’annuncio della chiusura del Centro di aggregazione giovanile. Pd e Moderati rivendicano la paternità del progetto 

TARQUINIA – Piovono interventi politici dopo la notizia della chiusura del centro di aggregazione giovanile di Tarquinia. 
A prendere la parola, tra gli altri, è il Partito democratico: “Abbiamo avuto notizia della chiusura del Centro di Aggregazione Giovanile e questo ci stupisce veramente molto perché è sinceramente difficile credere che un viceprefetto, figura che più di altre dovrebbe conoscere nel profondo le problematiche dei territori legati alle devianze e al disagio giovanile, non riesca a valutare fino in fondo l’importanza strategica del ruolo dei Cag che svolgono in tal senso una fondamentale funzione di carattere preventivo e riparativo”.
“In questa ottica – affermano i democrat –  se il Cag di Tarquinia, realtà positiva della nostra città, fortemente voluto e istituito dall’amministrazione Mazzola nel gennaio del 2011, dovesse chiudere, si perderebbe un presidio socio-ricreativo fondamentale che, con un’esperienza ormai decennale, affianca ed integra le altre strutture educative presenti sul territorio. Se ciò avvenisse, gli oltre 200 ragazzi che frequentano il centro, si vedrebbero irresponsabilmente privati dell’assistenza di natura psicologica, morale e sociale. Non bisogna dimenticare inoltre che operatori qualificati e responsabili, al punto di far spesso ricorso a risorse proprie pur di aiutare questi ragazzi, si troverebbero improvvisamente senza stipendio”.
“Commissario, la chiusura del Cag sarebbe un grave passo indietro dal punto di vista dell’impegno sociale nei confronti dei nostri giovani e delle loro famiglie, – tuonano dal Partito democratico – che la nostra città non vuole e non merita. Questa è una di quelle situazioni che dimostrano chiaramente come il ruolo di un sindaco e di una amministrazione, lasciati spesso da soli a fronteggiare situazioni e ad assumersi responsabilità che vanno anche oltre le loro competenze, sia fondamentale per una città che evidentemente non può essere amministrata esclusivamente in modo notarile. Su questa situazione la scelta politica è stata fatta in modo chiaro e deciso, prima dall’amministrazione Mazzola, con l’istituzione ed il mantenimento negli anni del Cag fino alla pubblicazione di manifestazione di interesse per la sua gestione, poi confermata dalla successiva amministrazione Mencarini che ha dato continuità all’iter prevedendo il relativo finanziamento fino al 2020. Commissario, bisogna immediatamente prorogare l’affidamento di questo servizio, scaduto a fine 2018, fino all’espletamento della gara per l’affidamento della relativa gestione, che dovrà essere espletata senza ulteriori indugi e ritardi”. 
Netta posizione anche da parte del Moderato e riformista Giancarlo Capitani: “Sottoscrivo l’appello a sostegno del Cag di Tarquinia , ricordando però, con l’occasione, in un momento in cui si assiste ad un certo «revisionismo storico « su chi ha fatto cosa , che il merito di aver istituito una struttura così importante va condiviso anche e soprattutto con chi, quasi dieci anni fa, credette in quel progetto, impensabile anni prima , ed infatti mai prima da nessuno realizzato. Ed allora , perché non si dimentichi il coraggio di certe scelte, per l’appunto coraggiose, quali quelle di realizzare nella nostra città, così come fu per il teatro o per il consiglio comunale dei giovani, un centro di aggregazione giovanile con tanto di sala prove attrezzata per gruppi musicali, sala multimediale , ecc , mi piace doverosamente ricordare l’impegno di tutti quelli che, in quegli anni, durante l’amministrazione Mazzola , sostennero quella scelta, reperendo altresì le risorse finanziarie necessarie per quell’ investimento (circa 200mila euro di fondi regionali) . Perché senza il coraggio di quegli uomini, senza le idee di chi ha gestito e fatto camminare quelle idee, senza le risorse finanziarie di chi ha inteso investire in un tale progetto, insomma senza quella buona semina, non ci sarebbe stata la buona raccolta per chi ha trovato poi, negli anni a venire, terreno fertile e ben coltivato. Perché, come ha detto qualcuno (per rimanere in tema), se Jimi Hendrix negli anni 60 inventò  il modo di suonare la chitarra elettrica, non va dimenticato che Adolph Rickembacker negli anni 30 inventò’ la chitarra elettrica”.
 

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